Orta Nova, i funerali del 16enne morto nell’incidente con gli amici
“Io credo che il suo banco sarà fisicamente lasciato vuoto dai compagni di classe, ma Andrea sarà sempre con loro, con i suoi compagni di classe, con i suoi amici”, ha detto il professore Alfredo Coppola sottolineando la “bontà e allegria di Andrea. Aveva tanti progetti, tante idee, tanta voglia di fare per restare nel suo paese, con chi gli voleva bene”. In molti hanno indossato una maglia con la stampa del volto del ragazzo e la scritta ‘Andrea vive’. “L’ho preparato per la sua prima comunione. L’ho seguito. Un ragazzo buonissimo, una bellissima famiglia”, il ricordo del catechista Donato Di Pietro.
“C’è sempre tanto dolore davanti ad una morte, soprattutto quella di un giovane, di un ragazzo, con tante speranze da realizzare, speranze sue, dei suoi genitori. Non ci sono parole per confortare la famiglia. Ma non è un dolore solo della famiglia, ma dell’intera comunità e della comunità scolastica”. Lo ha detto il viceparroco della chiesa Beata Vergine Maria di Lourdes ad Orta Nova, durante i funerali di Andrea Procaccino. Nell’omelia, don Angelo ha sottolineato che “Gesù ci invita ad essere misericordiosi, a perdonare e ad essere perdonati. Anche in questa circostanza quanti giudizi saranno stati espressi? Ma può giudicare solo Dio. Beati i puri di cuore che vedranno Dio. Andrea nella sua esuberanza era comunque un puro di cuore. Beati gli operatori di pace. Questo mondo ha bisogno di pace. È triste sentire parlare di violenza, di bullismo con tanti spettatori complici, inermi. Beati gli operatori di pace e tali dobbiamo essere tutti quanti”. Il parroco, don Gaetano, assente per motivi personali, ha inviato un messaggio alla comunità, sottolineando che “in questo momento di buio, non abbiamo risposte facili da offrire, ma abbiamo una certezza che non delude: non siete soli. La vita terrena del nostro carissimo Andrea è stata spezzata troppo presto, come un fiore sbocciato all’improvviso. Ma per noi che crediamo, la morte non è la fine di tutto. È un passaggio. Il nostro Andrea, non è stato tolto al nostro affetto, ma è stato affidato all’abbraccio eterno di un Padre misericordioso, che lo accoglie nella sua casa dove non c’è più lutto, né dolore, né lacrime. A noi, oggi, resta il compito difficile ma necessario di continuare a credere. Stringiamoci attorno a questa famiglia con l’affetto, il silenzio e la preghiera come comunità parrocchiale”
