Liguria

operaio travolto da un carico muore in ospedale


Genova. Ancora un morto sul lavoro a Genova. Un uomo di 57 anni è deceduto all’ospedale San Martino, dove era stato portato d’urgenza in mattinata dopo essere stato travolto da un carico pesante.

L’incidente è avvenuto all’interno di un capannone di via delle Fabbriche, a Voltri. L’uomo stava utilizzando un muletto per movimentare un pesante pannello, che per ragioni da chiarire gli è caduto addosso e lo ha schiacciato.

I colleghi sono subito intervenuti per soccorrerlo, ma il 57enne aveva già perso conoscenza. È stato accompagnato al San Martino in codice rosso da un’ambulanza e dall’automedica e ricoverato, ma le sue condizioni sono apparse da subito disperate e si sono aggravate sino al decesso, avvenuto nel pomeriggio.

Sul luogo dell’incidente è intervenuta la squadra del reparto Prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro della Asl 3, coordinata da Gabriele Mercurio, che ha subito avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica della tragedia su delega della procura.

Il cordoglio di Comune e Regione

“La morte dell’operaio rimasto vittima oggi di un grave incidente sul lavoro a Voltri è una tragedia che colpisce profondamente tutta la nostra città. A nome dell’amministrazione comunale esprimo il più sincero cordoglio alla famiglia e ai colleghi di lavoro”, ha detto la sindaca di Genova, Silvia Salis.

“In questo momento di dolore siamo vicini a chi perde una persona cara in circostanze così drammatiche – aggiunge Salis -. Di fronte all’ennesima morte sul lavoro, sentiamo ancora una volta il dovere di richiamare la responsabilità di tutti sulla tutela della vita e della sicurezza. Ogni persona deve poter uscire di casa ogni giorno per lavorare con la certezza di tornare dalla propria famiglia. Deve essere un impegno quotidiano, urgente e non rinviabile”.

“La morte dell’operaio coinvolto questa mattina in un incidente sul lavoro mi addolora profondamente. A nome mio e di tutta la Giunta regionale desidero esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia e ai colleghi della vittima – è stato il commento del presidente della Regione Liguria Marco Bucci – La sicurezza sul lavoro non è un’opzione, è un dovere. Regione Liguria continuerà impegnarsi, con controlli e investimenti, affinché tragedie come questa non si ripetano”.

I sindacati: “Basta cordoglio di facciata dopo gli infortuni mortali”

“La conta degli infortuni sul lavoro in Liguria fotografa la drammatica realtà – è stato il commento della Cgil – sono state 6.130 le denunce effettuate nei primi quattro mesi del 2026, con un aumento +4% sullo stesso periodo dell’anno precedente e ben 10 i casi mortali. Basta cordoglio di facciata dopo gli infortuni mortali: servono investimenti immediati nella formazione e nella sicurezza reale, applicare con certezza e fermezza le leggi esistenti e investire sulla sicurezza che non è un costo ma la vita dei lavoratori che va difesa”.

“Siamo di fronte all’ennesima morte sul lavoro e non possiamo più limitarci al cordoglio, perché il cordoglio senza azioni concrete diventa una formula vuota. Un lavoratore è uscito di casa per fare il proprio mestiere e non è tornato. Questo è inaccettabile in un Paese civile. Non chiamatele fatalità: ogni incidente grave deve obbligare tutti, istituzioni, imprese e parti sociali, a interrogarsi su prevenzione, formazione, controlli, organizzazione del lavoro e responsabilità”, è stato il commento di Luca Maestripieri, segretario generale della Cisl Liguria.

La Cisl Liguria esprime vicinanza alla famiglia della vittima, ai colleghi e a tutta la comunità di lavoro colpita da una tragedia che non può essere archiviata come un fatto isolato: “Attendiamo con rispetto il lavoro della magistratura, ma una cosa è già chiara: la sicurezza deve essere garantita prima, non ricostruita dopo. Servono più controlli, più ispettori, più formazione vera e continua, più investimenti nei dispositivi e nelle procedure, ma serve anche una cultura diversa nelle aziende. La produzione non può mai venire prima della vita. Ogni minuto risparmiato sulla sicurezza può trasformarsi in un prezzo umano intollerabile», prosegue Maestripieri.

Per la Cisl Liguria è necessario rafforzare subito il coordinamento tra istituzioni, aziende sanitarie locali, organi ispettivi, imprese e organizzazioni sindacali, con un piano straordinario sulla prevenzione nei settori più esposti al rischio, e va aumentata la formazione. Non bastano norme scritte se poi non ci sono controlli adeguati, formazione effettiva e responsabilità chiare lungo tutta la catena produttiva.

“È l’ennesimo omicidio sul lavoro. Non possiamo più chiamarlo incidente. Ogni morte sul lavoro è un omicidio. Finché non lo capiremo, continueremo a contare bare – aggiunge Giuseppe Gulli, segretario organizzativo Uil Liguria con delega alla sicurezza –  Non possiamo accettare che si muoia di lavoro nel 2026. Dietro ogni tragedia c’è sempre una catena di responsabilità: appalti al ribasso, ritmi insostenibili, formazione carente, controlli insufficienti. Chiediamo un intervento immediato delle istituzioni e delle aziende perché la sicurezza non sia più l’ultima voce del bilancio”.

“Ci stringiamo alla famiglia, ai colleghi, a chi oggi ha visto morire un compagno di lavoro. Il dolore è immenso, la rabbia è legittima – prosegue Gulli – Chiediamo verità, giustizia. Chiediamo che questa morte serva a fermare la strage silenziosa che ogni giorno miete vittime nei cantieri, nelle fabbriche, nei capannoni di tutto il Paese. Basta. Il lavoro deve dare dignità, non togliere la vita”.




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