Puglia

Omicidio a Carrassi, Magellano subiva minacce dal presunto killer

Un precedente che risale ad un anno fa e altri episodi violenti in famiglia. Sono gli elementi contenuti nel fermo del 42enne Maurizio Pastore, fermato oggi dai carabinieri per l’omicidio del 39enne Amleto Magellano, ucciso sabato pomeriggio (17 gennaio) in via Montegrappa al quartiere Carrassi di Bari. Alla vittima, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, coordinati dalla pm Maria Cristina De Tommasi, Pastore avrebbe inferto almeno 4 coltellate al torace, di cui una al cuore. Ad indirizzare gli investigatori verso Pastore alcune testimonianze, inclusa quella di un 12enne che ha assistito all’aggressione e alla fuga dell’assassino. E ancora, quella della moglie della vittima, che ha aggiunto tasselli sul movente, spiegando che già un anno fa c’era stato un problema con una persona, “che abita in via Baracca, al piano rialzato e so che si chiama Maurizio”.

In quell’occasione quella persona avrebbe detto che doveva rifare il bagno di casa e avrebbe minacciato Amleto perché riteneva avesse i soldi necessari per i lavori di ristrutturazione. A seguito di questo episodio, con un martello avrebbe provato a colpirlo per strada, ma Magellano sarebbe riuscito a scappare. In quei giorni lo avrebbe anche minacciato su Messenger per poi cancellare i messaggi. In seguito si sarebbero chiariti con tanto di stretta di mano. Ma, a quanto pare, altri episodi a carico del fermato sarebbero stati raccontati. Sua madre si sarebbe anche rivolta a Magellano per chiedergli aiuto.

In diverse occasioni Pastore sarebbe andato a citofonare di notte a casa, chiedendo di parlare con Magellano e chiedendogli dei soldi, ma non li avrebbe mai avuti. Più di un testimone avrebbe poi detto ai carabinieri di aver visto una persona vestita di nero con il cappuccio calato sulla testa accoltellare Magellano e poi scappare, una donna lo avrebbe riconosciuto. Ad uno di loro la vittima sarebbe anche riuscita a dire qualcosa prima di perdere i sensi. Pastore, fermato in serata risponde di omicidio volontario aggravato da premeditazione e crudeltà.




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