Ambiente

Omaggia l’arte chef Bianco che ha riportato stella Michelin a La Terrazza dell’Eden – In breve

 – ROMA – Ha riportato, a novembre scorso, la stella Michelin a La Terrazza dell’hotel Eden a Roma, senza mai perdere in questi tre mesi “di chiara fama” il rapporto diretto con gli ospiti del ristorante panoramico, all’ultimo piano del lussuoso albergo della Dorchester Collection. La cucina di Salvatore Bianco nasce dall’incontro tra rigore, rispetto per la materia prima ed evoluzione culturale.

    Proveniente da una famiglia di artisti e collezionista di opere del Novecento, lo chef trova nel Surrealismo una fonte di ispirazione costante.
    “Ogni piatto – spiega Bianco – è pensato per sorprendere e incantare, aprendo finestre sul passato attraverso profumi e sapori capaci di evocare ricordi preziosi. Ma è anche un omaggio all’evoluzione: degli elementi naturali, della crescita personale e dell’arte gastronomica”. Del resto, il linguaggio dell’arte lo ha praticato fin dall’incontro con Gualtiero Marchesi al Relais L’Albereta in Franciacorta e anni dopo all’Osteria dell’Orso a Roma, dove resta per cinque anni come suo sous-chef. Rientrato a Napoli, trascorre l’ultimo decennio curando l’offerta gastronomica del Romeo Hotel. Qui, grazie al suo talento, il ristorante Il Comandante conquista una stella Michelin, mantenuta dal 2012.

    Nato a Torre del Greco nel 1978 e cresciuto nel laboratorio di scultura e pittura della sua famiglia, Bianco definisce la cucina come “l’unica forma d’arte capace di far interagire tutti i sensi contemporaneamente”. Da questa visione plasma il suo approccio distintivo, “memoria in movimento”,

    Un approccio eco-friendly: “con un impegno concreto verso la sostenibilità, cerco di valorizzare ogni parte degli ingredienti, esaltandone il potenziale e riducendo al minimo gli sprechi” sottolinea lo chef campano. Una visione che affonda le radici nella sua passione per il Giappone e l’amore per per l’umami, non solo come gusto ma come concetto gastronomico al palato tondo, pieno e persistente, All’Hotel Eden, Bianco traduce questi principi in scelte concrete e quotidiane: niente allevamenti intensivi, predilezione per prodotti a km zero, fornitori che utilizzano energia verde e una riduzione dell’uso della plastica in cucina. “Il mio sguardo trae ispirazione tra tre M: materia, memorie e mare – racconta lo chef che è un grande viaggiatore – per esprimere una cucina identitaria”.

   La stagionalità è seguita quasi alla lettera, con grande importanza attribuita alla componente vegetale, presenza costante nella proposta articolata in due menu.
   

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