Trentino Alto Adige/Suedtirol

Oltre le favole: il lupo, un animale da conoscere – Cronaca



BOLZANO. Nonostante le favole di «Cappuccetto Rosso», «I tre porcellini» e altre, con protagonista il lupo, un lupo cattivissimo, questo predatore che per non morire di fame preda soprattutto caprioli, cervi e camosci, non è da temere. Ce lo ha assicurato Francesco Romito, un siciliano trapiantato nel Tesino, vicepresidente dell’associazione «Io non ho paura del lupo» che da 10 anni si impegna a far convivere il lupo con le attività dell’uomo.

Un lupo quindi docile docile, quasi da tenere al guinzaglio e magari accovacciato sul divano di casa? Questo proprio no, non esageriamo. Basti pensare che un mese fa un branco di lupi ha fatto strage di asinelli nel Basso Sarca. E che i Forestali, di quando in quando, trovano carcasse di pecore, di ungulati ma anche di bovini e teste di selvaggina nei luoghi dove crescono i lupacchiotti. Ma vi è anche da dire che è da un secolo che in Italia non accade che una persona venga uccisa da un lupo. Insomma c’è da avere paura se si incontra un lupo nel corso di una passeggiata sulle nostre montagne? Francesco Romito in poco più di un’ora, durante un incontro informativo a Egna voluto dalla Biblioteca Endidae e da altre associazioni del paese – Cai, Udae, Comitato di educazione permanente e Comune – è riuscito a svelarci i segreti di questo

mammifero che fin da piccoli i nostri nonni ci hanno dipinto come il terrore dei bambini. No, secondo l’esperto siciliano, il lupo non è un animale cattivissimo, anche perché nel 99% dei casi se scorge un umano durante le sue scorribande, si arresta e se la dà a zampe levate. Scappa, insomma. Perché gli esseri umani non rappresentano per lui una preda e sono visti come una possibile minaccia. Durante la serata a Egna, è stato chiesto al relatore se il lupo potrebbe essere pericoloso per i cani. L’esperto è stato categorico: in uscite in montagna, specie al crepuscolo o di notte è importante gestire correttamente il proprio cane e cioè portarlo al guinzaglio e custodirlo in sicurezza.

Questo predatore è diffuso un po’ dappertutto in Italia, esclusa la Sardegna, favorito dall’abbandono delle aree rurali anche se era ridotto al lumicino attorno al 1970 perché combattuto con ogni mezzo, anche con bocconi avvelenati e con lacci. Ora se ne sono censiti circa 3.500 esemplari, mentre in Trentino sono 125 riuniti in 27 branchi e in Alto Adige 74 esemplari in 8 branchi. Il lupo è un predatore e per mangiare è costretto a uccidere anche animali domestici che, in quanto tali, sono generalmente più facili da catturare rispetto ai selvatici, ma si può nutrire anche di carcasse e di scarti alimentari di origine umana. Hanno un fabbisogno giornaliero, ha detto Francesco Romito, di alcuni chili di carne e sono in grado di ingerirne in un solo pasto fino a 5 chili; d’altro canto, in caso di insuccesso nella caccia, possono rimanere a digiuno anche per settimane.

L’esperto siciliano non ha mancato di sottolineare il ruolo del lupo negli ecosistemi. Nelle foreste del Cansiglio, nel Veneto – ha detto – questo predatore è risultato quasi un toccasana per ridurre l’eccessiva presenza di ungulati sul bosco e sulle colture. Lasciamole quindi ai bambini, le favole sul lupo.

Al termine, Vittorio Novelli, responsabile della Biblioteca Endidae, ha ringraziato i numerosi presenti alla serata sul lupo, ricordando che il prossimo appuntamento sarà sulla magia.




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