Calabria

Oltre l’abuso: la Calabria tra irregolarità edilizia e un futuro possibile

«In Calabria più della metà delle abitazioni è irregolare. Lo riporta Gazzetta del Sud, citando il BES Istat. Non è solo un dato statistico: è la fotografia di una regione cresciuta senza regia, dove il territorio è stato trattato come spazio da occupare più che come bene comune da governare». La denuncia è di Francesco Foti, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Reggio Calabria, che continua: «Per decenni, in Calabria, si è confusa la costruzione con lo sviluppo. Il cemento è diventato sinonimo di modernità, l’abuso una consuetudine. Prima si costruisce, poi si vede ha sostituito pianificazione e prudenza. Le norme sono rimaste scritte, la prassi le ha superate. Intanto migliaia di pratiche di condono giacciono negli archivi comunali: carte ferme che potrebbero diventare volano di rigenerazione urbana, leva economica attraverso oneri da reinvestire sul territorio e che invece restano sospese, come il destino dei luoghi che le circondano. Nel frattempo la Calabria ha costruito molto, ma recuperato poco. Le demolizioni sono episodiche, i restauri rari, i processi di sostituzione edilizia quasi assenti. Le periferie si espandono, i centri storici si svuotano. Il paesaggio si consuma e perde identità: aumenta la superficie edificata, non la qualità urbana».
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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