Umbria

nuovi alloggi, manutenzioni, bandi e richieste


L’emergenza casa è un fenomeno sociale in forte aumento in tutta la regione. Sono sempre di più le famiglie, anche con lavori regolari, che non possono permettersi i costi degli affitti determinati dal mercato privato. La richiesta di alloggi a canone agevolato o sociale si aggira intorno alle 5mila – tra aventi diritto e non – a fronte di case disponibili di proprietà dell’Ater e dei Comuni che si aggirano intorno alle 1600; ma, a parte duecento appartamenti che potrebbero essere assegnati, ci sono oltre 1400 appartamenti non locabili perché devono essere ristrutturati e la maggior parte di questi devono ancora essere ispezionati (come da informativa Ater in Terza Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria). L’Ater – in collaborazione con Anci e Regione – ha messo in atto un nuovo piano industriale di Ater Umbria 2026-2030 per un impegno concreto sull’emergenza casa. Punti cardine sono l’incremento del patrimonio abitativo, la riqualificazione energetica e sostenibilità, la rigenerazione urbana, la digitalizzazione, l’innovazione gestionale e i servizi all’utenza.

Nuovi alloggi e manutenzioni

Ecco il piano nuove costruzioni e recupero del patrimonio non locabile fino ad oggi: l’Ater contrasterà l’emergenza abitativa con il finanziamento di più di 430 alloggi (tra ristrutturazioni e nuovi), con tempi di consegna distribuiti lungo l’arco del Piano e con un investimento di circa 147 mln€ (Fondi Europei, nazionali e Ater). Il ripristino della quasi totalità degli alloggi non locabili (ca. 1270 unità) potrebbe soddisfare circa il 30% della domanda proveniente dal territorio umbro (ca. 4200 nuclei che hanno presentato una domanda di un alloggio popolare e sono in attesa). I bandi per il canone concordato metteranno a disposizione alloggi per la cittadinanza. Inoltre, saranno resi disponibili circa 40 ulteriori alloggi.

Immobili a risparmio energetico

Ater ha intenzione di partecipare ai bandi regionali per gli efficientamenti energetici dei propri immobili e sta lavorando assiduamente alla definizione della Missione M7 I17 del PNRR dedicata all’efficientamento dell’edilizia residenziale pubblica. Si sta lavorando a studi e analisi dedicati all’attivazione di Comunità Energetiche e al Conto Termico 3.0 con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita all’interno degli immobili, la sostenibilità ambientale degli immobili e ridurre i costi energetici per Ater e i locatari.

Per il presidente di Ater Umbria Federico Santi, con il nuovo piano è stato fatto un passo importante per arginare l’emergenza casa: “Il documento è fatto per risolvere questo problema partendo dai quasi 1300 alloggi che sono sfitti. Stiamo cercando di rispondere a questa emergenza conservando quello che è stato fatto fino ad oggi, perché sui 430 alloggi che noi portiamo oggi come una risorsa per risolvere il problema, ce ne sono sicuramente 150 sui quali noi abbiamo messo dei finanziamenti nuovi, ma appunto ci sono anche tutti gli altri che erano stati messi in cantiere prima, grazie al PNRR, PNC e altre iniziative come il Pinqua. Insomma, una sinergia di operazioni che oggi portano a una risposta importante”.

Gli interventi della Presidente Proietti e dell’assessore Barcaioli

Per la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, “quello di oggi è l’inizio di un cammino importante per l’Umbria perché il tema della casa continua a essere una delle questioni più delicate nel Paese e da troppo tempo pesa sulla vita delle famiglie”. E continua: “Il Piano Industriale di Ater Umbria è una buona occasione per invertire un trend che vede crescere il bisogno abitativo senza che l’offerta riesca a tenere il passo. La Regione intende accompagnare questo lavoro con una visione che metta al centro famiglie, giovani, anziani e tutte le persone che chiedono stabilità e luoghi adeguati alle proprie esigenze.”

Soddisfatto del lavoro svolto da Ater l’assessore Barcaioli: “In questi mesi ci siamo impegnati affinché appartamenti in ottime condizioni, pur disponibili, venissero finalmente assegnati a chi ne aveva diritto, offrendo così nuove opportunità a chi ha bisogno di una casa. L’obiettivo è migliorare la qualità dell’abitare intervenendo sulle barriere architettoniche e garantendo ambienti salubri, sicuri e adeguati alle esigenze di chi li vive, con un’attenzione particolare al social housing come strumento di inclusione e sostegno per chi affronta gravi difficoltà”


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