Nuova diga, posato il 16esimo cassone. Al via i lavori per il camminamento sulla barriera

Genova. È stato posato sul fondale marino al largo di Genova il sedicesimo cassone della nuova diga foranea, struttura in calcestruzzo paragonabile per dimensioni a un palazzo di undici piani. Dopo mesi di condizioni meteo marine avverse durante una stagione invernale particolarmente sfavorevole, l’operazione di affondamento del cassone, che rientra tra quelli di dimensioni maggiori, è stata portata a termine dal consorzio PerGenova Breakwater, guidato da Webuild, per conto dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.
Sono iniziate in parallelo anche le attività per la realizzazione della sovrastruttura della diga, che si svilupperà come un lungo camminamento continuo e regolare, progettato per rompere l’energia delle onde e proteggere l’area portuale, ma anche per ridefinire visivamente la nuova via d’accesso al porto. La costruzione di questa sezione avverrà interamente in mare aperto, dove opererà un complesso cantiere galleggiante composto da un pontone attrezzato con due impianti di betonaggio e un sistema di pompaggio del calcestruzzo, mezzi nautici e attrezzature di sollevamento.
Sotto il livello dell’acqua, intanto, prosegue il lavoro invisibile ma cruciale di consolidamento: sono già state posate 4,2 milioni di tonnellate di materiali tra ghiaie e tout-venant, distribuite con estrema precisione per creare un letto stabile necessario per accogliere la posa dei cassoni. Questa fase di lavorazione è resa possibile dall’utilizzo di pontoni attrezzati e di una flotta che si compone ad oggi di più di 10 mezzi tra le 500 e le 38 mila tonnellate di capacità. Sul fondale, sono state realizzate anche oltre 51mila colonne di ghiaia e 3.870 dreni per il consolidamento.
Sempre al largo, la flotta impegnata nei dragaggi, con ulteriori tre mezzi di navigazione, ha già rimosso quasi 110mila metri cubi di sedimenti dai canali di accesso, assicurando che il porto mantenga la sua piena operatività e profondità adeguate anche per le navi più grandi. È stata avviata una collaborazione con l’Acquario di Genova per il trasferimento temporaneo e la futura ricollocazione degli organismi marini prelevati dal fondale.




