Veneto

nuova campagna social. Bruxelles punta il dito su Mosca

La comunità di intelligence spagnola giudica «pienamente credibile» l’esistenza di una nuova campagna volta a indurre masse di persone a entrare a Ceuta il prossimo 15 agosto, organizzata e promossa attraverso reti sociali. Bruxelles accusa attori esterni, tra cui canali vicini al Cremlino, di aver amplificato la crisi con operazioni di disinformazione.

A segnalarlo è la fondazione di fact‑checking Maldita, che ha ricostruito una fitta rete di gruppi e account su Facebook, WhatsApp, Instagram e TikTok nei quali circolano istruzioni e messaggi invitanti alla mobilitazione. Alcuni post riportano esplicitamente: “Fratelli, al tramonto e all’alba del 15 agosto tutti entrano a Ceuta”.

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Secondo gli 007 spagnoli, la campagna odierna sarebbe più intensa di quella che lo scorso 30‑31 luglio ha portato alla prima ondata di ingressi. Gli investigatori tracciano messaggi che diffondono false notizie su presunte falle nei controlli di frontiera e organizzano la logistica per attraversare il confine.

Maldita descrive WhatsApp come un “centro operativo” in cui circolano istruzioni pratiche su come raggiungere l’exclave, mentre Facebook e Instagram fungono da vetrina per mobilitare partecipanti. Tra le indicazioni condivise compaiono suggerimenti concreti, come quello che raccomanda di portare acqua e viveri — “L’acqua è tutto ed è obbligatoria”, recita uno dei messaggi segnalati.

Le ricostruzioni segnalano come possibile punto di partenza la città marocchina di Fnideq (nota anche come Castillejos), la più vicina a Ceuta. Si sottolinea inoltre l’esistenza di tentativi di aggiramento dei punti di accesso già utilizzati nelle precedenti operazioni, fra cui il frangiflutti di Tarajal.

Tra i profili che Maldita indica come tra i primi diffusori dell’appello ci sarebbe Youssef Belhaissi, volto della tv pubblica marocchina Al Aoula, con oltre 1,3 milioni di follower su Facebook: il post originale è stato cancellato, ma era stato visionato e archiviato da chi indaga.


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La crisi ha già avuto riflessi internazionali. Il 30 luglio il rappresentante israeliano all’Onu, Danny Danon, ha chiesto spiegazioni alla Spagna sull’esistenza di “colonie in Africa”. Nelle stesse ore, il comunicato riporta, “il dipartimento di stato statunitense, guidato da Marco Rubio, ha accusato il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez di ‘facilitare un’immigrazione illegale di massa in Europa’”.

Fonti della Guardia Civil, citate da media spagnoli, indicano che tra i migranti della prima ondata c’erano «una decina» di persone già espulse dalla Spagna con l’accusa di appartenenza a cellule jihadiste.

Madrid e Bruxelles dicono di essere pronti a respingere una nuova ondata. Il ministero dell’Interno spagnolo riferisce che nell’exclave sono attualmente dispiegati circa 4.000 militari e agenti di polizia, già mobilitati la scorsa settimana, e che la presenza potrà essere aumentata se necessario. Le autorità contano anche sulla collaborazione marocchina per bloccare partenze in massa soprattutto nell’area di Fnideq.

A livello comunitario la Commissione europea ha confermato solidarietà alla Spagna e ha annunciato il monitoraggio dei social network insieme alle piattaforme digitali per contrastare i messaggi che incitano alla traversata. Mercoledì 6 agosto un portavoce della Commissione ha affermato che l’attenzione dell’Ue «rimane davvero molto alta, prima, durante o dopo il 15 agosto».

Bruxelles ha inoltre denunciato campagne di disinformazione provenienti da attori russi. La fondazione Maldita segnala in particolare il canale Telegram Pravda Spagna, che replica narrative di estrema destra e messaggi secondo cui i residenti di Ceuta sarebbero stati «abbandonati» dal governo spagnolo. Il portavoce comunitario Guillame Mercier ha parlato esplicitamente di presenza di canali di manipolazione che sollecitano all’azione a partire dal 30 luglio.

Sul fronte diplomatico, la tensione con Roma è esplosa in una nota diffusa da Moncloa nella mattinata del 7 agosto. Il governo spagnolo contesta la reintroduzione, il 1° agosto, dei controlli di frontiera decisi unilateralmente dall’Italia, e definisce la misura contraria al Codice delle frontiere Schengen. Madrid chiede la revoca dei controlli e sollecita un trattamento paritario dei suoi cittadini; avverte infine che, se l’Italia non ripristinerà la libera circolazione entro la fine di domenica 9 agosto, la Spagna adotterà «misure proporzionate» per tutelare gli interessi e la dignità dei suoi cittadini.


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