Emilia Romagna

Notti di sesso bollente e filmini amatoriali a luci rosse, facoltoso imprenditore finisce sotto ricatto


Aveva già versato 18mila euro ma l’amante, una transessuale 31enne di origini bulgare, ne pretendeva altri 80mila per non mandare alla moglie dell’uomo, un facoltoso imprenditore, i video a luci rosse delle loro performance erotiche. La vittima della tentata estorsione, un 67enne, messo oramai alle strette aveva denunciato tutto alla Squadra mobile della Questura di Rimini con gli inquirenti che, nel gennaio del 2024, avevano rintracciato la transessuale che nel frattempo era riparata nel suo Paese di origine. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, aveva permesso di sottoporre la 31enne a una misura cautelare e, all’epoca, una perquisizione nell’abitazione della professionista del sesso a pagamento aveva permesso di recuperare quello che era stato definito “importante materiale probatorio”.

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A distanza di quasi due anni, nella mattinata di mercoledì si è tenuta l’udienza preliminare, con la vittima che si è costituita parte civile tramite l’avvocato Monica Rossi, nel corso della quale è emerso come la transessuale, difesa dall’avvocato Massimiliano Orrù, abbia avviato una sorta di risarcimento per le somme estorte all’imprenditore. Allo stesso tempo, il pubblico ministero ha contestato alla 31enne anche il reato di revenge porno. L’udienza, davanti al gup Alessandro Capodnimonte, è stata quindi aggiornata.


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