#NonCiFermaNessuno, Luca Abete alla d’Annunzio «Scardinare il benegrazismo, riconquistare la libertà di raccontarsi» [FOTO]

NonCiFermaNessuno, il tour nazionale sulla salute mentale giovanile di Luca Abete ha fatto tappa all’università d’Annunzio a Chieti e ha trasformato l’incontro nell’auditorium Rettorato in un momento di ascolto e confronto reciproco. «Nel 2022 in questo ateneo tornammo dal vivo dopo 2 anni di talk a distanza a causa del Covid. Fu emozione, in un certo senso liberazione. Quella sensazione di libertà l’abbiamo respirata anche oggi. Dal talk in aula è nata una nuova puntata del podcast live “Va tutto bene. Anzi no”: microfoni aperti per superare il concetto di vite perfette ed evolverci verso quella che io amo chiamare “vita vera”. Una vita che è un traguardo… ma anche un punto di partenza per ognuno».
Dodicesima edizione, rinnovata a partire dal claim “Dimmi davvero come stai”. «L’obiettivo è scardinare un nemico invisibile – aggiunge Abete -. Il “benegrazismo”, cioè l’abitudine sociale a rispondere automaticamente “bene, grazie” alla domanda “come stai?”. Abbiamo bisogno di sincerità, non di scorciatoie relazionali che finiscono per complicare il percorso».
Studentesse e studenti per l’occasione sono anche diventati creator e divulgatori dei valori della campagna sociale, nell’ambito del #NCFN LAB, Laboratorio Itinerante dei Linguaggi della Comunicazione diretto da Luca Abete. Uno spazio creativo e partecipativo in cui i ragazzi hanno coinvolto attivamente i propri coetanei, dando voce – attraverso i loro linguaggi – a sensibilità e urgenze condivise da un’intera generazione. «Non insegniamo linguaggi, li costruiamo con i ragazzi – spiega Abete -. In aula abbiamo registrato il terzo episodio del nostro podcast “Va tutto bene. Anzi no”. Sperimentiamo parole nuove che incuriosiscono, piccoli cortocircuiti che accendono attenzione dove spesso c’è superficialità».
Con Abete c’era il rettore, Liborio Stuppia, entusiasta: «C’è una generazione che seguiamo con attenzione, uscita dall’isolamento del Covid ma ancora segnata da quegli anni. Dobbiamo domandarci come stanno, spingendoli a parlare. È fondamentale avere cura delle loro emozioni e sensazioni». .
Matteo De Angelis, studente del sesto anno di medicina impegnato in missioni umanitarie e scientifiche prima in Nepal poi in Burundi e in partenza per una nuova missione in Sudan, ha ricevuto il premio #NonCiFermaNessuno. «Ho preferito rallentare gli studi per inseguire il sogno della mia vita: aiutare chi ha bisogno. In Burundi il ricordo più emozionante: una bambina che con il suo papà ha camminato per una settimana per essere operata». Al premiato è stato consegnato un manufatto realizzato dagli artigiani 2.0 di Polilop. In autunno sarà inoltre protagonista dell’evento di premiazione nazionale che coinvolgerà 50 Università italiane.
Gli Euro-Talks, organizzati in collaborazione con l’Agenzia Nazionale Erasmus+ Indire, hanno valorizzato le differenze culturali, portando in aula le testimonianze di studentesse e studenti che hanno preso parte al programma. «Viviamo in un mondo che ci vuole sicuri, l’Erasmus ti insegna il contrario: a dubitare, a contaminarti – aggiunge Abete -. È una forma di “aper-turismo” mentale: non ti rende perfetto, ma sicuramente più ampio».
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Come gesto di attenzione verso la sostenibilità ambientale, alla “G. d’Annunzio” sono stati installati i raccoglitori RiVending. «Vogliamo rendere ecosostenibili le aree break delle Università – spiega Michele Adt, direttore di Confida -. Con la partecipazione al tour #NonCiFermaNessuno 2026 speriamo di far riflettere tutti sull’ambiente, mostrando che anche piccoli gesti quotidiani possono contribuire a spazi più rispettosi e sostenibili».
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