“Non usate la mia Firework per celebrare la guerra”
Katy Perry si scaglia contro la Casa Bianca dopo aver scoperto che “Firework”, uno dei suoi successi più celebri, è stato utilizzato come colonna sonora di un video pubblicato su TikTok e dedicato ad alcune operazioni militari statunitensi. La popstar ha affidato a X una dura presa di posizione, spiegando di non essere stata consultata e di considerare l’accostamento del brano alle immagini di bombardamenti completamente contrario al significato originario della canzone.
“Sono profondamente sconvolta e arrabbiata nel vedere ‘Firework’ usata sull’account TikTok della Casa Bianca come colonna sonora per filmati di attacchi militari. Non ho approvato questo, non mi è stato chiesto e non lo tollero assolutamente”, ha scritto Perry.
I am deeply appalled and angry to see “Firework” used on the @WhiteHouse TikTok account as a backing track for video footage of military strikes. I did not approve this, I was not asked, and I absolutely do not condone it.
I wrote this song to be an anthem of hope, healing, and…
— KATY PERRY (@katyperry) July 25, 2026
Pubblicata nel 2010 all’interno dell’album “Teenage Dream”, “Firework” è diventata negli anni uno dei brani simbolo della cantante americana, concepito come un inno alla fiducia in sé stessi e alla capacità di reagire nei momenti di difficoltà. Proprio per questo Perry ha contestato con particolare forza il contesto nel quale la canzone è stata utilizzata. “Ho scritto questa canzone come un inno di speranza, guarigione e forza interiore per le persone che stanno attraversando i loro momenti personali più bui”, ha spiegato. “Vedere un messaggio di autostima e di incoraggiamento usato come arma per fare da colonna sonora a distruzione e violenza è una completa violazione di tutto ciò che la mia canzone rappresenta”.
La cantante ha quindi sintetizzato la propria posizione con una frase inequivocabile: “La mia musica serve a unire le persone, non a celebrare la guerra”.
Secondo quanto riportato dai media americani, il filmato diffuso dall’account della Casa Bianca mostrava diverse sequenze relative a operazioni militari degli Stati Uniti, comprese immagini di un attacco contro un obiettivo non identificato e delle successive esplosioni, senza fornire particolari elementi di contesto.
Perry si aggiunge così alla lunga lista di musicisti che negli ultimi anni hanno protestato contro l’impiego delle proprie canzoni nella comunicazione politica e istituzionale dell’amministrazione americana. Tra gli artisti che hanno contestato utilizzi analoghi figurano Ariana Grande, Sabrina Carpenter, Olivia Rodrigo, Kesha, Zara Larsson, MGMT, Blue Öyster Cult e Jack White. In alcuni casi le polemiche hanno riguardato video legati all’ICE e alle politiche sull’immigrazione dell’amministrazione Trump.
Nel caso di Katy Perry, tuttavia, la vicenda presenta anche una questione relativa ai diritti sul suo catalogo. Nel 2023 la cantante ha infatti ceduto a Litmus Music i propri interessi relativi a master e publishing di cinque album pubblicati tra il 2008 e il 2020, compreso “Teenage Dream” e quindi anche “Firework”. La vendita del catalogo, però, non significa automaticamente che qualsiasi soggetto possa utilizzare liberamente “Firework” senza autorizzazione: le licenze necessarie dipendono dal tipo di sfruttamento, dalla piattaforma e dai diritti coinvolti. La cessione rende semmai più complesso il rapporto tra la volontà personale dell’artista e il controllo giuridico ed economico sull’utilizzo della sua musica.
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