Non ci schieriamo. Ai candidati chiediamo trasparenza e risposte

Non un’indicazione formale di voto, bensì la richiesta di trasparenza e chiarezza pubblica rivolta ai candidati sindaco, esprimendosi in maniera inequivocabile su alcune questioni ritenute decisive dal collettivo.
Questa è la posizione di Alternativa Comune in vista del ballottaggio di domenica 7 e lunedì 8 giugno. “La nostra scelta – spiega Serena Marinelli, candidata sindaco nel primo turno – non implica distanza o disinteresse. Chiediamo fermamente che le persone debbano e possano autodeterminarsi. Le 800 persone che ci hanno votato non sono una massa che si può plasmare, ma soggetti liberi cittadini che siamo certi abbiano il loro punto di vista. Ci sono alcuni temi – ha aggiunto – a noi molto cari che vorremmo sottoporre ai candidati sindaco”.
Il progetto
Alternativa Comune, una delle 18 liste presentatasi con candidata e programma alla corsa elettorale per la poltrona di sindaco di Arezzo, ha raccolto al primo turno 825 voti corrispondenti all’1,82% e dunque, non sufficienti a superare la soglia di sbarramento. Un progetto politico capitanato da Serena Marinelli, aspirante prima cittadina, nato dalle anime radicali della sinistra aretina, fra le quali Rifondazione Comunista e Partito Comunista di unità popolare.
Primo turno: i risultati dello spoglio
I punti cardine
Di seguito i temi caldi per Alternativa Comune: “Ripubblicizzazione del servizio idrico: la scadenza della concessione del servizio idrico, prevista per il 31 maggio 2029, rappresenta un passaggio storico decisivo. Chiediamo l’avvio immediato del percorso politico, amministrativo e tecnico necessario alla gestione completamente pubblica e in-house del servizio entro il 2029, sottraendo un bene essenziale alle logiche del profitto”.
Questione inceneritore: “La tutela della salute e del territorio richiede una scelta netta: arginare il progetto dell’inceneritore di San Zeno e investire realmente nella strategia ‘Rifiuti zero’, nella riduzione dei rifiuti alla fonte, nella tariffazione puntuale nell’economia circolare e nel rendere pubblici i bilanci”.
Bilancio partecipativo: “Crediamo che la democrazia non possa esaurirsi nel momento elettorale. Sono necessarie l’istituzione strutturale del Bilancio Partecipativo e le scuole di cittadinanza, affinché cittadine e cittadini possano contribuire direttamente alle decisioni sull’utilizzo delle risorse pubbliche, a partire dai bisogni concreti dei quartieri e delle periferie”.
Sanità pubblica e territoriale: “Riteniamo necessario contrastare la progressiva esternalizzazione dei servizi sanitari al privato e al terzo settore. Difendere il Pronto Soccorso e la medicina territoriale significa difendere il diritto alla cura, la dignità del lavoro sanitario e l’idea stessa di sanità pubblica”.
Revoca dello spazio pubblico assegnato a “Spazio Lacerba-Casapound”: “Il patrimonio pubblico appartiene all’intera collettività e non può essere concesso a realtà che si richiamano a valori dichiaratamente anticostituzionali. Chiediamo la revoca della concessione del locale di Arezzo Casa nel quartiere di Saione assegnato a Spazio Lacerba”.
Il futuro del collettivo
Alternativa Comune non avrà dunque un proprio rappresentante in consiglio comunale ma ha già in mente come proseguire il proprio operato: “Quanto abbiamo costruito – ha affermato Cristiano Rossi – è un patrimonio che non vogliamo disperdere. Crediamo di aver fatto una politica vera, attiva e coinvolgente; le elezioni sono stati una prima tappa del nostro cammino. Abbiamo già programmato una serie di iniziative ed eventi nei prossimi mesi. Saremo un soggetto politico attivo in città anche nei prossimi anni. Sicuramente, da soggetto esterno, ci interesseremo anche dei temi proposti in consiglio comunale”.
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