Cultura

Nicolas Cage critica la Marvel: il motivo per cui paragona il MCU alla WWE

Nicolas Cage torna a parlare di Marvel e lo fa con un paragone destinato a far discutere. Durante un incontro con il pubblico al Fan Expo Dallas, l’attore premio Oscar ha riflettuto sull’evoluzione del Marvel Cinematic Universe, distinguendo nettamente l’approccio delle prime produzioni da quello che, secondo la sua percezione, caratterizza alcune delle opere più recenti. Il punto centrale della sua critica riguarda il rapporto tra narrazione e spettacolo. Cage sostiene di rimpiangere un periodo in cui le storie e i personaggi avevano un ruolo più importante rispetto alle grandi sequenze d’azione.

L’attore ha ricordato con entusiasmo gli esordi del MCU, sottolineando soprattutto la capacità dei primi film di collegare tra loro personaggi, vicende e retroscena differenti. A suo giudizio, proprio questa costruzione progressiva contribuiva a rendere quelle storie coinvolgenti. Il suo ragionamento cambia quando parla delle produzioni più recenti. Cage non ha indicato un film specifico, ma ha osservato che la componente spettacolare sembra talvolta prendere il sopravvento sulla costruzione narrativa. Da qui nasce il paragone con la WWE, la celebre organizzazione di wrestling professionistico, utilizzato per descrivere un modello nel quale il combattimento e la spettacolarità diventano elementi centrali dello show.

La posizione di Cage è particolarmente interessante anche per il suo rapporto personale con il mondo dei cinecomic. L’attore ha infatti interpretato Johnny Blaze/Ghost Rider nei film Ghost Rider del 2007 e Ghost Rider: Spirit of Vengeance del 2012, produzioni Marvel realizzate da Sony e precedenti all’attuale configurazione del MCU. Negli ultimi anni è poi tornato a confrontarsi con un personaggio Marvel attraverso Ben Reilly, la versione di Spider-Man protagonista di Spider-Noir. La serie di Prime Video, ambientata durante la Grande Depressione e costruita intorno a un protagonista che lavora come investigatore privato, è stata cancellata dopo una sola stagione.

Ed è proprio Spider-Noir a spiegare meglio cosa Cage intenda quando parla della necessità di tornare a raccontare delle storie. L’attore ha spiegato di aver apprezzato la serie perché non era costruita esclusivamente intorno agli scontri tra supereroi e avversari, al centro c’erano invece un’indagine, un mistero e un protagonista più complesso, lontano dall’immagine dell’eroe tradizionale senza sfumature. Per Cage, questa componente investigativa permetteva di dare maggiore spazio all’atmosfera e alla personalità del personaggio, offrendo un tipo di racconto diverso dal semplice susseguirsi delle scene d’azione.

Il confronto con la WWE non rappresenta però un episodio isolato nel dibattito sul cinema Marvel. Già nel 2019 Martin Scorsese aveva criticato il modello dei film di supereroi, paragonandoli ai parchi a tema e sostenendo che, a suo giudizio, fossero lontani dal tipo di cinema interessato soprattutto alle esperienze emotive e psicologiche dei personaggi. Le dichiarazioni di Scorsese provocarono un acceso confronto tra registi, attori, addetti ai lavori e pubblico. Cage si inserisce ora in quella discussione con una prospettiva personale, legata soprattutto alla sua idea di ciò che rende interessante una storia di supereroi, non soltanto la dimensione spettacolare, ma anche mistero, caratterizzazione e sviluppo narrativo. Nel frattempo, il MCU continua il suo percorso verso la Fase Sei, con Avengers: Doomsday tra i prossimi grandi appuntamenti e il ritorno di numerosi personaggi provenienti anche dal precedente universo cinematografico degli X-Men.


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