New Idea Society – Fire On The Hill
Dopo un lunghissimo periodo di inattività tornano a battere un colpo i New Idea Society, un duo statunitense composto dai cantanti e chitarristi Mike Law (Wild Arrows) e Stephen Brodsky (Cave In, Mutoid Man, Old Man Gloom). La presenza di quest’ultimo, veterano della leggendaria scena alt metal/post-hardcore del Massachusetts che ruota attorno al nome dei Converge, potrebbe far credere ai più di trovarsi al cospetto di musica pesantissima.

E invece le nove tracce di “Fire On The Hill” sorprenderanno gli ascoltatori a digiuno del verbo dei New Idea Society, autori di un folk rock raffinatissimo contraddistinto da una miriade di sfumature diverse. Law e Brodsky mettono in mostra i loro talenti in un ambiente ricco di contaminazioni nel quale si alternano le componenti elettriche e acustiche, in un gioco di equilibri nel quale la lancetta spesso tende verso il secondo elemento.
“Fire On The Hill”, come già detto, è un disco dall’animo genuinamente folk, caratterizzato da atmosfere sognanti, nostalgiche, a tratti persino malinconiche. Molte canzoni sono profonde e intense, impreziosite dalle interpretazioni sempre accorate del duo. Le loro voci e chitarre si intrecciano dando vita a melodie e armonie che puntano a commuovere l’ascoltatore, come avviene nelle potenti “Nightbirds” e “Ladybug Lay”.
Nonostante lo scarso spazio riservato alle percussioni, non mancano brani contraddistinti da un livello di energia che non ti aspetteresti in un contesto del genere (“Giant Sky Wheel”, “When Morning Comes Around”, “High And Blue”). Un ambiente dal cuore lo-fi, quindi povero di “ingredienti”, ma ricco di idee come ben testimoniato dalle tante influenze che emergono qua e là tra le note.
Nel DNA della musica dei New Idea Society troviamo brandelli di slowcore, shoegaze, stoner e country (questo lato squisitamente “americano” colpisce in maniera lampante nel singolo “Dancing Horse”). Ma c’è anche tanto pop di grandissima qualità, con il sottovalutatissimo talento melodico di Stephen Brodsky spesso in bella mostra (“Sharing Arrows”). Il riff principale della nervosa “Lantern”, per quanto assurdo possa sembrare, sembra un mezzo plagio di “Male di miele” degli Afterhours: che i New Idea Society siano stati influenzati anche dal rock italiano degli anni ’90? Difficile crederlo. Nel dubbio, vale la pena godersi questo bel disco breve ma variegato.
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