“Nel quartiere servono pattugliamenti a piedi”

Nota stampa di Lista Indipendente per Arezzo – Michele Menchetti sindaco.
“Ogni volta che viene segnalato un problema, arrivano le volanti della Municipale o della polizia, ma è raro vedere un agente scendere a vedere cosa realmente è accaduto o sta accadendo. Non basta il giro dell’isolato in automobile per bloccare lo spaccio di droga, evidente anche in pieno giorno, sia a Saione sia a San Donato. Le telecamere di sorveglianza ci sono, ma chi spaccia se ne frega”.
Inizia così l’incontro tra i cittadini e il consigliere comunale Michele Menchetti al Cas del Pionta. Chi conosce davvero il quartiere sono i cittadini che vi abitano da decenni e lo hanno visto trasformarsi. Una passeggiata con gli amati cagnolini che fanno tanta compagnia agli anziani, un giro per andare a fare la spesa e si torna a casa con un malumore incalzante. Vedono e sanno davvero tutto i cittadini di Saione e San Donato: sono familiari i volti di coloro che spacciano e di coloro che comprano la droga (“in prevalenza bianchi, italiani, aretini”). In pochi attimi pronta la mappa dei negozi usati come centro di smistamento di “erba e cocaina” e dei giardinetti (non solo il Pionta) dove le dosi passano di mano in mano. Le strade poi, sono sorvegliate da chi fa “il palo”, via Vittorio Veneto compresa. Una situazione di convivenza ormai al limite in questo quartiere “fin troppo multietnico”. Non solo. I cittadini osservano (con molta attenzione) e hanno notato anche che in “alcuni garage e fondi pare si lavori in nero”. Le sopracciglia si aggrottano, gli occhi si riempiono di tristezza.
“Vivo qui dagli anni Settanta e ho sempre creduto nell’integrazione e nel rispetto dei diritti umani. Sono un uomo che ha sempre votato a sinistra, ma così non va. Il quartiere è cambiato in fretta. I nuovi arrivati non hanno alcun interesse a integrarsi, ma solo a sfruttare le risorse messe a loro disposizione: Isee, agevolazioni per scuole, bollette scontate. Per mandare mia figlia, ormai grande, all’asilo, ho dovuto lottare e presentare una mole infinita di documenti. Questo non è corretto”.
Il quartiere poi, si è riempito di negozi “etnici”. E i cittadini puntano di nuovo il dito. “Sono sempre aperti. Denunciamo una concorrenza sleale”. Nel quartiere, inoltre, il degrado (con connessa “maleducazione”) è evidente. “Materassi lasciati vicino ai cassonetti, marciapiedi mai lavati e pieni di erbacce. Manutenzione assente, ma qui vivono tanti anziani che ogni giorno devono schivare biciclette contromano e soprattutto i monopattini lanciati a tutta velocità. I vigili non fanno multe e non sequestrano i mezzi. La regola è l’impunità”.
Che fare? I cittadini chiedono “maggior sicurezza”, la presenza (costante) di agenti a piedi e in pattugliamento. Chiedono interventi “decisivi”. “Gli anziani hanno paura ad uscire. Così proprio non va”. Poi, c’è il parco del Pionta, eterno punto di discussione, ma che può “essere salvato” assegnandogli un nuovo ruolo di polo museale, valorizzando gli scavi archeologici e gli immobili presenti, tanto più che si trova a “due passi dall’ospedale e dall’Università”. Un’area che trovandosi nei pressi della stazione, avrebbe necessità di parcheggi gratuiti per favorire pendolari e turisti. Chiesto anche un presidio di sicurezza a Campo di Marte.
Il consigliere comunale Michele Menchetti nei giorni passati ha incontrato anche i residenti del quartiere Tortaia nel Cas omonimo. I problemi emersi? Scarsa manutenzione delle Case popolari; raccolta differenziata carente; strade come groviera, con buche e crepe; spaccio di droga. Quindi, i residenti hanno denunciato i tentativi di avvelenamento dei cani con apposite polpette. Gli avvisi messi dalla Polizia Municipale? “Fogli stampati in A4 e incellofanati. Qualcuno li ha subito tolti”.
Le lamentele si allargano fino al Villaggio Dante, che necessiterebbe di giochi nuovi per i bimbi; della pulizia delle grate per lo scolo dell’acqua piovana che ristagnando, oltre ad alimentare lo sviluppo delle zanzare, provoca allagamenti; la bassa pressione dell’acqua potabile che non arriva ai piani alti dei condomini e (non per ultimo) i furti negli appartamenti.
A pochi chilometri da Arezzo, ecco Quarata con il suo Cas con tanto di tavolo da biliardo (ben tenuto) e sala da ballo. Un luogo di ritrovo importante per la popolazione che chiede un contenitore per la raccolta del vetro (e dunque delle bottiglie vuote) da posizionare proprio davanti al Cas stesso. A Quarata la raccolta differenziata si fa, i cittadini sono “accorti”, ma sembra ci pensino poi gli addetti stessi alla raccolta a mixare il tutto e allora “che si fa? Ci prendono in giro?”. I residenti hanno evidenziato una “profonda stanchezza civica”, dovuta alle “promesse mancate dell’amministrazione. Mai svolti gli incontri ogni due mesi”. Nella zona ci sarebbero anche odorini spiacevoli, tipici di quelli emanati dalle fosse biologiche e sarebbero provenienti dalle vicine cave. Da risolvere, la questione del parcheggio del cimitero, soggetto ad allagamenti e lì davvero ci vanno tutti, senza distinzione, prima a pregare e portare fiori, poi a godersi la vita eterna”.
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