“Nel nostro hotel non sono ammessi ebrei”. Scoppia il caso in Baviera
“Spiacenti, nel nostro hotel non sono ammessi ebrei“. Questa è la risposta che un hotel a conduzione familiare nella località di Lam, in Alta Baviera, avrebbe dato in lingua inglese a dei turisti israeliani.
Ora, gli inquirenti tedeschi stanno indagando sull’episodio per verificare se sia stato commesso il reato di incitazione all’odio, mentre la piattaforma Booking.com ha tolto l’hotel dal proprio elenco. La struttura ha poi chiesto scusa, definendo la risposta “completamente sbagliata” e ha sostenuto che si è trattato di un errore generato da un sospetto di frode legato a prenotazioni false e tentativi di phishing. Solo all’ultimo è arrivata l’ammissione di colpa: il messaggio era stato inviato da un loro dipendente. I titolari, dunque, hanno riconosciuto che la comunicazione è stata “inaccettabile in un contesto professionale” e hanno invitato i turisti a trascorrere gratuitamente una settimana di ferie nel loro hotel.
In Germania, si legge su Euronews, gli episodi di antisemitismo sono in crescita: nel 2024 secondo l’Ufficio federale di polizia criminale, se ne sono stati registrati 6.236 di cui 173 sono stati di natura violenta. Nel primo semestre del 2025 le autorità hanno registrato 2.044 reati antisemiti, tra cui 50 episodi di violenza. Secondo uno studio del Consiglio centrale degli ebrei in Germania pubblicato nel gennaio 2026, gli episodi di antisemitismo sono esplosi dopo il 7 ottobre 2023 e il 62% delle comunità ebraiche intervistate ha dichiarato che la propria situazione di sicurezza è ulteriormente peggiorata dall’inizio della guerra con l’Iran.
“Siamo di nuovo negli anni Trenta? Un hotel ha risposto a un israeliano quanto segue: ‘Sorry, there are no Jews allowed in our hotel'”, è stato il commento pubblicato su X da Talya Lador, console generale di Israele per il Sud della Germania. Anche Guy Katz, professore di Monaco, si è detto sconvolto e su Linkedin ha scritto: “Si dichiaravano oberati a causa delle numerose prenotazioni errate”.
A suo avviso, però, la risposta dell’hotel è dovuta all’antisemitismo: “Prima deve formarsi nella testa. Oppure è sempre stato nascosto in profondità. Ed è proprio questo il problema. Non nel 1938. Non da qualche parte su Internet. Ieri. In Baviera”.
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