‘Ndrangheta a Catanzaro, la Corte d’Appello conferma le accuse per l’ex luogotenente della Gdf
Una carriera esemplare: 11 anni a Palermo con Giovanni Falcone poi la Calabria, il Goa e le indagini sui traffici mondiali dei narcos calabresi. Eppure anche per la Corte d’Appello di Catanzaro il luogotenente in pensione della Guardia di Finanza Ercole D’Alessandro sarebbe stato una “talpa” pronto a mercanteggiare formazioni coperte da segreto istruttorio con l’imprenditore Antonio Gallo condannato a 26 anni di carcere e considerato il trait d’union tra il mondo degli affari e gli interessi delle cosche di ‘ndrangheta. Nel processo di secondo grado il luogotenente è stato condannato a 5 anni e 3 mesi. Nelle motivazioni i giudici scrivono: «L’agire del D’Alessandro si connota per peculiare spregiudicatezza in quanto egli non ha esitato a proseguire il rapporto con Gallo quando ha appreso che egli era senz’altro inserito in affari illeciti della criminalità organizzata, perseverando nell’intento di mercanteggiare informazioni».
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