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Nargiso: “I crampi di Sinner molto strani. Vi dico l’unico motivo possibile”


«Musetti è il solo che ha le potenzialità per diventare un Big 3 accanto a Sinner e Alcaraz. Lo penso da molto tempo. Tennisti come Medvedev e Zverev – formidabili, per carità – hanno già dimostrato di non potercela fare. Djokovic ormai è troppo avanti con gli anni. Forse un altro potrebbe essere Shelton. E magari Draper, se si riprende fisicamente». Parola di Diego Nargiso. Ex azzurro ora commentatore tv. Ieri ha seguito gli incontri degli azzurri: «Tra Jannik e Darderi nei primi due set non c’è proprio stata partita».

«Non avevo mai affrontato uno che gioca un tennis così veloce», ha confessato Luciano.

«Poi nel terzo set ha cambiato impostazione e gli è andato più vicino, un po’ se l’è giocata: ha dimostrato che in futuro potrà fare molto bene. Ma non ditemi che Sinner sarebbe stato in pericolo se l’incontro fosse andato avanti ancora un set: il risultato non è mai stato in discussione».

Non c’è qualcosa di strano nelle condizioni del campione altoatesino? Che mistero, quei crampi dell’altro giorno.

«Quando un tennista ha degli indurimenti muscolari, i motivi possono essere tre: non è bene allenato e non è pronto per certi ritmi; si nutre in modo non corretto; soffre di una tensione psicologica eccessiva. I primi due mi sentirei decisamente di escluderli. Il terzo mi lascia perplesso. Se poi qualche minuto dopo ti riprendi e va tutto a posto, non è una questione di acido lattico. È strano, in effetti».

Domani Sinner affronta Ben Shelton, che serve ace a 225 km/h ma è arrivato pure ad annullare una palla break mettendo una seconda a 199 km/h. Da paura.

«Come tanti americani, Ben tatticamente non è il massimo: gli farebbe bene essere seguito da un tecnico europeo. Però riesce ad essere incredibilmente esplosivo: se comincia col serve and volley – e poi, è un mancino – può sparigliare le carte. Pericoloso. Per Jannik sarebbe stato meglio Ruud, anche se in un’eventuale maratona di gioco avrebbe creato problemi».

Musetti fa innamorare tutti.

«Ha battuto Fritz in soli tre set, ma Taylor non è più quello che due anni fa andò in finale a New York con Sinner: l’americano si è reso conto che per vincere con Lorenzo – e tutte quelle traiettorie diverse, i colpi vari e a sorpresa – doveva esagerare. Ed è andato fuori giri. Il nostro lo ha distrutto con i lungolinea».

Però la sfida con Djokovic sembra quasi impossibile.

«E perché? Lorenzo ha dimostrato di avere una grande caratura: è il tennista più completo, su tutte le superfici. Il suo servizio è migliorato tantissimo. Non sta più così lontano dalla linea di fondo: resta un contrattaccante, ma adesso sa aspettare e gestire».

Chi le piace di più dei due gioielli azzurri?

«Dipende da come guardiamo le cose: Jannik è un rullo compressore, una macchina praticamente perfetta, colpi eccezionali e solidità incredibile. L’altro è fantasia, eleganza, diversità: gioca un tennis più “ruffiano” dal punto di vista estetico. Scegliete voi».

Dicono che Alcaraz sia il favorito, qui a Melbourne.

«De Minaur non ha la potenza di palla che ci vorrebbe con lo spagnolo, però gioca in casa ed è in gran forma: il risultato non è così scontato. Carlos sta facendo benissimo, ma per lui sarà la prima partita “vera”. Emotivamente è in una condizione molto delicata: vuole dimostrare che ha avuto ragione a separarsi da Ferrero, e che la strada per crescere – vincendo più Slam di Novak, come vorrebbe – è quella che dice lui. In fondo era successo lo stesso quando Sinner ha lasciato Piatti. Lo sappiamo, come è andata a finire».

Vinto il match con Paul, lo spagnolo ha mimato i crampi di Jannik: che fa, provoca?

«Ho visto il video. Meglio non commentare».


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