Shoah, il monito dalla Risiera di San Sabba: Trieste ricorda e chiama alla responsabilità VIDEO
27.01.2026 – 14.30 – Si è svolta oggi alla Risiera di San Sabba la solenne cerimonia del Giorno della Memoria, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose. Nel suo intervento il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha ricordato come la Risiera rappresenti “l’unica testimonianza diretta in Italia di un campo di concentramento dotato di forno crematorio”, sottolineando la necessità di mantenere viva la memoria dell’orrore del nazifascismo e della Shoah. “È avvenuto, quindi può accadere di nuovo”, ha ricordato citando Primo Levi, ribadendo che la memoria è “una responsabilità del presente”. Il primo cittadino ha condannato con fermezza la persecuzione degli ebrei e le responsabilità del regime nazifascista, definendo la memoria storica “un dovere civile e morale”, soprattutto verso le nuove generazioni, chiamate a riconoscere e contrastare ogni forma di odio, intolleranza e discriminazione.
Dipiazza ha inoltre richiamato la responsabilità storica della città di Trieste, profondamente segnata dalla Shoah, sottolineando l’impegno maturato nel tempo per la promozione della convivenza, del dialogo e del rispetto tra popoli, culture e fedi diverse. Ha quindi ricordato il valore del progetto delle pietre d’inciampo, definendole “segni di memoria piccoli ma potentissimi”. All’intervento del sindaco di Trieste è seguito quello della sindaca di Sgonico, Monica Hrovatin, in rappresentanza dei Comuni minori, che ha evidenziato come la memoria non possa ridursi a numeri e statistiche, ma debba restituire identità e dignità a ogni singola vittima della deportazione. La cerimonia è proseguita con i riti religiosi delle diverse confessioni: per la comunità cattolica il vescovo di Trieste monsignor Enrico Trevisi, per la comunità ebraica il rabbino capo Paul Alexandre Meloni, per la comunità serbo-ortodossa padre Raško Radovic, per la comunità greco-orientale l’archimandrita Grigorios Miliaris e per le comunità evangeliche il pastore Peter Ciaccio.
Presenti i gonfaloni di Trieste, Muggia, della Regione Friuli Venezia Giulia, di Duino Aurisina e di San Dorligo della Valle – Dolina. In apertura sono state deposte corone d’alloro da parte della Regione Friuli Venezia Giulia, della Prefettura e del Comune di Trieste. Le celebrazioni del Giorno della Memoria erano iniziate in mattinata con la deposizione di una corona d’alloro della Polizia di Stato presso la lapide che ricorda la prigionia di Giovanni Palatucci nel carcere del Coroneo, a cura della Questura di Trieste e dell’Associazione nazionale “Giovanni Palatucci” Onlus. A seguire, la marcia silenziosa organizzata dall’ANED – Associazione nazionale ex deportati, sezione di Trieste – fino alla Stazione Centrale, con la deposizione di una corona d’alloro presso la lapide che ricorda la partenza dei convogli tra il settembre 1943 e il febbraio 1945.
[f.v.]



