Calabria

Narcotraffico al porto di Gioia Tauro, una condanna e due assoluzioni

Due assoluzioni e una condanna. È l’esito della sentenza di primo grado per i tre imputati coinvolti in uno degli stralci di “Tre croci”, la maxi inchiesta coordinata dalla Dda di Reggio Calabria contro il narcotraffico al porto di Gioia Tauro ed eseguita dalla Guardia di finanza del Comando provinciale. Il giudice per l’udienza preliminare, davanti al quale si è tenuto il processo con il rito abbreviato, ha condannato Giuseppe Papalia a 6 anni di carcere e ha assolto Renato Papalia (per il quale il pm aveva chiesto 7 anni) e Elisa Calfapietra.
Gli altri implicati nel procedimento – Antonio Pititto, Mario Giuseppe Solano, Domenico Cutrì e Pasquale Sergio – sono stati rinviati a giudizio e stanno affrontando il processo al tribunale Palmi. I due Papalia sono accusati di due episodi di traffico di stupefacente, perché ritenuti responsabili della esfiltrazione di ingenti quantitativi di cocaina dall’area portuale di Gioia Tauro, come quello di 542 chili nascosti in un container. così come la Calfapietra, anch’ella imputata di un singolo episodio.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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