Friuli Venezia Giulia

Morto Vittorio Foramitti, professore di restauro dell’università di Udine


L’Università di Udine piange la scomparsa improvvisa di Vittorio Foramitti, professore di restauro dell’architettura del dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale. Il rettore Angelo Montanari e l’intero ateneo friulano hanno espresso profonda tristezza per la perdita di uno studioso e professionista che aveva dedicato la carriera al recupero del patrimonio storico del Friuli Venezia Giulia. La sua ultima fatica era il cantiere di recupero del castello di Colloredo, progetto della Regione Friuli Venezia Giulia, che non potrà vedere realizzato.

Una carriera dedicata al restauro

Udinese, Foramitti si era laureato in architettura a Venezia nel 1990 con una tesi in restauro architettonico. Nel 2002 aveva conseguito il dottorato di ricerca in conservazione dei beni architettonici all’università di Napoli “Federico II”. Dal 2003 aveva insegnato come docente a contratto alle università Iuav di Venezia e di Udine, dove nel 2005 era diventato ricercatore. Da allora aveva tenuto corsi e laboratori di restauro architettonico, seguendo come relatore più di duecento tesi tra triennali e magistrali fino al 2020, anno in cui era passato ai corsi di conservazione e restauro nei percorsi di studio in conservazione dei beni culturali e in storia dell’arte.

Era stato presidente della sezione regionale dell’Istituto italiano dei castelli dal 1996 al 2005 e presidente del Consiglio scientifico nazionale dal 2014 al 2020. La sua ricerca si era concentrata sulla teoria e la prassi del restauro architettonico nell’Ottocento, con particolare attenzione al Friuli Venezia Giulia: aveva studiato gli interventi delle istituzioni italiane e austriache e i protagonisti del settore, tra cui Riegl, Dvorak, Cavalcaselle e Valentinis.

Le pubblicazioni e i cantieri

Su questi temi aveva firmato volumi come “Tutela e restauro dei monumenti in Friuli Venezia Giulia, 1850-1915”, “Il Tempietto longobardo nell’Ottocento” e “The Central commission in North-Eastern Italy: protagonists and restorations in Friuli and Küstenland, 1853-1918”. Aveva approfondito anche le origini della disciplina nella Francia dell’Ottocento con “Jean-Philippe Schmit. Alle origini della conservazione e Chartres, 1836-1841: la ricostruzione della copertura in ferro e ghisa”.

Aveva collaborato agli studi su Aquileia nell’ambito della ricerca “Aquileia: progetto memoria”, i cui esiti sono raccolti in “Per Aquileia. Realtà e programmazione di una grande area archeologica”. Si era occupato anche di architetture fortificate e paesaggio, tema su cui aveva pubblicato il saggio “Paesaggi di guerra e geografia militare in Friuli Venezia Giulia” e contribuito alla redazione del piano paesaggistico regionale. Sul versante professionale aveva partecipato al restauro di diversi edifici vincolati: l’ex convento di San Francesco e l’ex convento dei Domenicani a Pordenone, Palazzo Caiselli a Udine e, come co-direttore operativo, il castello di Colloredo. Dal 2024 aveva contribuito anche all’organizzazione di Collega-menti, il festival dell’ateneo friulano.

I ricordi dei colleghi

“Studioso appassionato e docente entusiasta, persona affabile, aperta al dialogo e sempre disponibile a collaborare – ricorda la direttrice del dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, Linda Borean – Vittorio ha saputo mettersi al servizio del Dipartimento, dei colleghi e degli studenti. Era infatti anche il referente degli spazi dipartimentali. Ci mancheranno moltissimo il suo umorismo, le battute fulminee, ma soprattutto la profonda sensibilità e umanità. È stato un dono averlo con noi.”

“Il dipartimento Politecnico di ingegneria e architettura – sottolinea il direttore Alessandro Gasparetto – esprime profondo cordoglio per la scomparsa del professor Vittorio Foramitti, dal 2005 figura storica della Facoltà di Ingegneria e successivamente del Dipartimento. Nel corso della sua carriera presso la ex Facoltà di Ingegneria, l’impegno didattico e di ricerca del professor Foramitti si è distinto per il forte legame con il territorio, con attività inerenti alle tematiche del restauro degli edifici storici, in particolare dei castelli della regione Friuli Venezia Giulia. In tale ambito ha lasciato un’impronta duratura e il suo ricordo permane ancor oggi fra i colleghi e gli ex studenti”.


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