Emilia Romagna

Morì a 36 anni dopo l’intervento alla colecisti: a processo il chirurgo


Annalia Scarafile morì a 36 anni dopo un intervento di rimozione della colecisti. Per il suo decesso, avvenuto il 19 maggio 2023, ora un chirurgo del Policlinico Sant’Orsola sarà processato con l’accusa di omicidio colposo.

Morta dopo una banale operazione ai calcoli renali

La tragedia ha avuto inizio dopo l’operazione eseguita il 3 maggio presso la Week Surgery di Budrio, una struttura distaccata del Policlinico Sant’Orsola dedicata a interventi di media e bassa complessità. Annalia Scarafile era stata ricoverata una prima volta all’Ospedale Maggiore a fine marzo 2023 per forti dolori causati da calcoli biliari.

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Dopo le dimissioni post-operatorie avvenute il 6 maggio, la donna ha iniziato ad accusare nuovi dolori addominali, rivolgendosi nuovamente al Maggiore. Il decesso è sopraggiunto pochi giorni dopo a causa di una serie di complicazioni, tra cui una grave emorragia, che secondo l’ipotesi della Procura non sarebbero state diagnosticate con la necessaria tempestività.

A processo il chirurgo del Sant’Orsola

La vicenda è finita davanti al giudice delle indagini preliminari Sandro Pecorella, che si è pronunciato sulla posizione di sei medici appartenenti sia al Policlinico che all’ospedale Maggiore, accogliendo quasi integralmente le richieste del pubblico ministero Marco Imperato. La fase preliminare si è conclusa mercoledì, dopo quasi tre anni dal decesso della 36enne, con tre assoluzioni, due proscioglimenti e un unico rinvio a giudizio.

Per i tre sanitari che hanno scelto il rito abbreviato è arrivata l’assoluzione: due perché il fatto non costituisce reato e uno per non aver commesso il fatto. Nell’ambito dell’udienza preliminare per gli altri tre imputati, il giudice ha emesso due sentenze di non luogo a procedere (una per non aver commesso il fatto e l’altra perché il fatto non costituisce reato) e ha disposto il rinvio a giudizio per un solo chirurgo del Sant’Orsola che partecipò all’intervento iniziale.

La famiglia risarcita con un milione di euro

La famiglia della vittima ha deciso di non partecipare al processo come parte civile. I parenti di Scarafile, infatti, avevano già ricevuto un risarcimento da un milione di euro da parte dell’Ausl di Bologna.

 


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