Monni visita l’ospedale di Grosseto: “Reparti di eccellenza e sinergia con il territorio”
L’assessora ha incontrare professionisti e le professioniste del nosocomio
Scritto da Walter Fortini, venerdì 19 giugno 2026 alle 13:31
Una giornata dedicata all’ascolto del personale e alla valorizzazione delle eccellenze sanitarie. L’assessora alla sanità e alle politiche sociali della Toscana, Monia Monni, ha visitato all’ospedale Misericordia di Grosseto. È la prima visita da quando, meno di un anno fa, ha assunto la delega alla sanità.
“Ho trovato l’ospedale che mi aspettavo – commenta Monni -, un ospedale di grande eccellenza dove c’è una buona abitudine a collaborare fra professionisti diversi, con una grande apertura al territorio. In altre zone della Toscana – spiega – stiamo provando a sviluppare questa sinergia in vista dell’apertura delle case di comunità. Qui già funziona e l’ospedale è organizzato non in specialistiche ma in intensità di cure, il che aiuta molto a prendere in cura il paziente offrendo un percorso unico”.
Assieme alla direzione aziendale e di presidio l’assessora Monni è stata accompagnata al pronto soccorso pediatrico e al pronto soccorso generale, che a Grosseto hanno spazi autonomi e separati, con attenzioni particolari per i pazienti più piccoli e infermieri del triage formati appositamente per assistere e ridurre le ansie dei bambini.
La visita è stata occasione per approfondire l’organizzazione dei servizi dell’ospedale, le attività svolte e i risultati raggiunti, ma anche per conoscere da vicino alcune eccellenze, mettere a fuoco e programmare al meglio gli interventi futuri, scegliendo su cosa e dove investire. Anche per acquisire buone pratiche da proporre in altri contesti.
I numeri
Il nosocomio grossetano nel 2025 ha registrato 16.560 ricoveri, di cui 2.258 in day hospital. Di questi 8.025 arrivano dal pronto soccorso, ovvero un po’ più del 10 per cento dei 77.624 accessi nel corso dell’anno (d’estate legati anche alla presenza di molti turisti). L’ospedale sempre nel 2025 ha contato 4.628 interventi chirurgici ed altri 2872, in crescita, di day surgery. Tra i numeri spiccano, tra le attività ambulatoriali ugualmente in aumento, i 131.015 esami di diagnostica delle immagini e 76.514 di indagini strumentali.
Robot e chirurgia
La chirurgia generale e d’urgenza svolge un ruolo centrale nell’attività dell’ospedale e la robotica – esempio di tecnologia avanzata applicata alla cura delle persone – consente interventi sempre più personalizzati, precisi e meno invasivi. Grosseto dal 2003 è sede di un centro di riferimento internazionale al riguardo: la Scuola di chirurgia robotica, vero fiore all’occhiello, ha saputo formare fino ad oggi oltre mille e quattrocento chirurghi provenienti da ventotto diversi Paesi e ogni anno ospita professionisti da tutto il mondo per percorsi di altra formazione. “La scuola di chirurgia robotica è una grande risorsa. Stiamo investendo soprattutto in tecnologia dentro quest’ospedale – ribadisce l’assessora Monni -, parallelamente abbiamo da poco ultimato i lavori al pronto soccorso. Tra poco inaugureremo il secondo robot chirurgico Da Vinci: il primo sta funzionando benissimo, con grandi risultati sia per numero di prestazioni erogate che efficacia. La robotica – aggiunge- consente una maggiore precisione delle interventi e un recupero dei pazienti estremamente più rapido, quindi tempi di decenza più corti”.
Salute mentale
Altro tema di attenzione il sevizio di salute mentale per infanzia e adolescenza “Registro qualche difficoltà che dovremo assolutamente risolvere” annota Monni, nell’incontro con i giornalisti. “Dopo il Covid – spiega – il numero dei casi tra adolescenti e predolescenti è decuplicato e non siamo stati capaci di reagire con altrettanta velocità, perché è un sistema complesso e per riorganizzarsi ha bisogno di tempi più lunghi. Lo faremo”.
Dall’emodinamica alla ‘stanza rosa’
Emodinamica ed angiografia interventistica sono reparti altrettanto all’avanguardia: strutture altamente specializzate dedicate alla diagnosi e al trattamento delle malattie dei vasi sanguigni e delle patologie cardiache con procedure mini-invasive guidate dalle immagini.
L’odontoiatria ha al suo interno un percorso assistenziale per soggetti con bisogni speciali, per pazienti che non collaborano, in particolare pediatrici e con disturbo dello spettro autistico. Come Careggi, Meyer, azienda ospedaliero universitaria senese e pisana è un hub di terzo livello.
Al pronto soccorso l’assessora ha visitato anche la “stanza rosa”, ambiente riservato e protetto dedicato all’accoglienza e alla presa in carico delle vittime di violenza. Il Codice Rosa è nato proprio a Grosseto, come progetto pilota nel 2010.
Monni ha poi incontrato i rappresentanti delle associazioni di volontariato che ogni giorno operano all’interno dell’ospedale. Al termine un momento di confronto con tutti i professionisti e professioniste del Misericordia, nell’auditorium dell’ospedale.
“Accogliere qui l’assessora è stato motivo di soddisfazione e rappresenta un segnale di grande attenzione verso il lavoro svolto quotidianamente dai professionisti e dalle professioniste – afferma il direttore generale della Asl Toscana sud est, Marco Torre – Il Misericordia è una struttura di riferimento del territorio, chiamata a rispondere ai bisogni di salute non solo della provincia di Grosseto ma di un’area molto più ampia che comprende zone limitrofe del litorale tirrenico e del nord del Lazio. La visita ha consentito di mostrare da vicino l’organizzazione dei servizi, le competenze presenti e l’impegno con cui operatori e operatrici garantiscono ogni giorno assistenza e cura ai cittadini, oltre ad essere stata occasione per far conoscere attività e professionalità che rendono il Misericordia un punto di riferimento per la Maremma, confermando il valore di una sanità pubblica che continua a investire sulla qualità delle cure, sull’innovazione e sulla vicinanza alle persone”. “Il confronto diretto con le istituzioni regionali – aggiunge – è fondamentale per comprendere le esigenze dei territori, valorizzare le esperienze positive e prepararsi insieme ad affrontare le sfide che attendono il sistema sanitario pubblico”.
“La visita ha rappresentato un’importante occasione per raccontare da vicino la complessità e la ricchezza delle attività all’interno dell’ospedale Misericordia – dichiara la direttrice dell’ospedale, Silvana Pilia –. Nel corso della mattinata abbiamo potuto presentare percorsi assistenziali e servizi che coniugano alta specializzazione, innovazione tecnologica e attenzione alla persona, dalla chirurgia robotica al polo angiografico, fino ai percorsi dedicati ai pazienti più fragili e all’organizzazione dell’emergenza-urgenza. Ciò che rende possibile tutto questo è il lavoro multidisciplinare che permette una presa in carico sempre più integrata e appropriata”. “Dietro ogni attività, ogni intervento e ogni percorso assistenziale – spiega – ci sono competenze professionali, abnegazione e una costante attenzione alla qualità e alla sicurezza delle cure. L’incontro con l’assessora è stato un momento prezioso di ascolto reciproco che ha consentito al personale presente di condividere esperienze e riflessioni maturate sul campo”.
(in collaborazione con Claudia Barabesi, ufficio stampa dell’Asl Toscana Sud Est)
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