Veneto

Milano ferma le consegne dei Rider. “E il nostro reddito?”

Un’ordinanza emanata dal Comune di Milano prevede la sospensione delle consegne per i rider tra le 12.30 e le 16 durante le giornate di caldo estremo. Il provvedimento solleva interrogativi sulla difficile coesistenza tra la tutela della salute e la sostenibilità economica per migliaia di lavoratori. Se da un lato si mira a proteggere la salute di chi lavora all’aperto, dall’altro emerge la preoccupazione per il reddito di questi professionisti, costretti a fermarsi proprio nei momenti di maggiore attività.

Il provvedimento si inserisce in un contesto di crescente attenzione alle condizioni di lavoro dei rider, che frequentemente si trovano esposti a temperature elevate, asfalto rovente e condizioni climatiche avverse.

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La scelta di fermare le consegne nelle ore più critiche è stata accolta favorevolmente dai sindacati, che vedono in essa un passo significativo verso il riconoscimento dei diritti dei lavoratori. Tuttavia, resta aperto un interrogativo cruciale: come possono i rider garantire il proprio sostentamento quando il lavoro viene interrotto?

Manuel Giovanati, segretario generale di Felsa Cisl Lombardia, mette in evidenza la necessità di trovare un equilibrio tra il diritto alla salute e quello al lavoro. “Il diritto alla salute va tutelato, ma va coniugato con il diritto a continuare a lavorare”, ha dichiarato a AdnKronos, evidenziando l’immediata preoccupazione dei lavoratori. Infatti, la fascia oraria interessata dalla sospensione delle consegne può risultare particolarmente redditizia, specialmente nei periodi di caldo intenso, quando molte persone scelgono di rimanere a casa e ordinare cibo a domicilio.

Giovanati sottolinea che, in questi giorni, i rider possono vedere un aumento significativo del volume delle consegne. Tuttavia, la salute dei lavoratori deve sempre rimanere una priorità. Il sindacato Felsa Cisl ha quindi richiesto un incontro con il Comune di Milano per esplorare possibili soluzioni che possano sostenere i lavoratori in questa fase critica. “Non ho ricevuto alcuna richiesta di consultazione. Chiederemo sicuramente un incontro con il Comune per ragionare insieme”, ha affermato Giovanati, evidenziando l’importanza di costruire strumenti di sostegno al reddito attraverso la contrattazione.

Anche Andrea Bacchin di Nidil Cgil Milano condivide le preoccupazioni espresse da Giovanati, mettendo in evidenza che la mancanza di una protezione economica rappresenta un punto cruciale dell’ordinanza. “Sostanzialmente i lavoratori in quei giorni non avranno accesso a una parte del reddito”, ha dichiarato. Questo rischio è particolarmente significativo per i rider che non dispongono di ammortizzatori sociali, per i quali una sospensione dell’attività si traduce direttamente in una riduzione della retribuzione.


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Bacchin ha riconosciuto il valore politico della decisione del Comune, che affronta un tema spesso trascurato nel dibattito pubblico. Tra gli aspetti positivi citati ci sono la disponibilità di dispositivi di protezione individuale e acqua per i lavoratori, ma il sindacalista ha avvertito che il problema non si limita alle ore centrali della giornata. “L’asfalto accumula calore durante tutta la giornata e continua a rilasciarlo anche quando non c’è più il sole”, ha spiegato, sottolineando le difficili condizioni di lavoro che i rider devono affrontare.

Alla fine, l’ordinanza del Comune di Milano rappresenta un tentativo significativo di tutelare la salute dei rider durante le ondate di caldo estremo, ma l’assenza di misure di protezione economica solleva interrogativi importanti. Come garantire che i lavoratori non siano lasciati soli di fronte alla perdita di reddito?  La sfida ora è trovare un equilibrio che permetta di proteggere la salute dei rider senza compromettere il loro sostentamento economico.


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