Milano-Cortina 2026, atleti russi e bielorussi ancora in dubbio

Mancano solo 33 giorni al 6 febbraio, giorno dell’inaugurazione dei Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026, e non si sa ancora quanti atleti russi e bielorussi potranno partecipare. Le liste definitive si dovrebbero avere il 26 gennaio. La Russia è stata una grande potenza sportiva: nella sua storia ha vinto 461 medaglie ai Giochi olimpici estivi e 120 a quelli invernali (29, record, a Sochi 2014 come Nazione ospitante) prima che venisse messa al bando. Ora, come si sa, Russia e Bielorussia non possono più competere ai Giochi con i loro simboli, inno e bandiera, e gli atleti sono considerati “Ain” (“Individual neutral athlete”) e non possono nemmeno sfilare alla cerimonia inaugurale. Del tutto anonimi, quindi, e con molte restrizioni.
La presidente del Cio, Kirsty Coventry, è stata chiara: anche se entro il 6 febbraio si dovesse arrivare ad una tregua fra Russia e Ucraina le cose non cambierebbe, gli atleti (russi) sarebbero sempre neutrali. Un mese dopo che una sentenza del Tas ha riaperto, in parte, le porte agli atleti russi e bielorussi dello sci, la strada verso i Giochi invernali rimane comunque molto frammentata e caotica. Il Cio già a Parigi 2024, quando era presidente l’ex campione tedesco Thomas Bach, aveva delegato tutto alle Federazioni internazionali. Cosa che si è ripetuta con Milano-Cortina e che ha causato, sta causando, non poche polemiche e ricorsi.
All’inizio di dicembre, come detto, il Tas ha annullato la totale esclusione degli sciatori russi e bielorussi dalle competizioni internazionali, esclusione che fu decisa dalla potente Fis, Federazione internazionale sci. Il Tas ha ritenuto che questa decisione violasse gli statuti della Fis, che richiedono la neutralità politica e proteggono gli atleti da discriminazioni basate esclusivamente sulla nazionalità. E’ stato stabilito quindi che gli atleti che soddisfano i criteri scelti dal Cio devono essere autorizzati a competere nelle gare di qualificazione in condizioni di neutralità. La riapertura, tuttavia, non equivale a una qualificazione automatica. L’accesso agli eventi rappresenta solo il primo passo: viene valutato anche se hanno appoggiato o meno l’invasione dell’Ucraina. Un lavoro di intelligence fatto da agenzie scelte dal Cio. I russi sono forti soprattutto nello sci da fondo ma non si sa ancora chi potrà partecipare ai Giochi. Allo stesso tempo, altre discipline mantengono posizioni significativamente più rigide. Il biathlon è emerso come il principale punto di resistenza. La sua Federazione internazionale continua a sostenere l’esclusione totale dei russi ed è fiduciosa di poterla difendere in sede arbitrale davanti al Tas, citando sia l’uso delle carabine sia i legami strutturali tra molti biatleti russi e le istituzioni militari, una condizione incompatibile con lo status di neutralità richiesto.
Negli sport di squadra, poi, la posizione è ancora più categorica. Il Cio ha escluso le squadre nazionali dell’hockey su ghiaccio, dove la Russia è fortissima e avrebbe potuto competere col Team Usa, e dal curling, senza lasciare spazio a eccezioni individuali. La situazione è un po’ più flessibile invece negli altri sport sul ghiaccio. Nel pattinaggio di velocità, si sta valutando la possibilità di partecipare in regime di neutralità, mentre nel pattinaggio di figura due atlete russe e una bielorussa si sono già assicurate i posti. Nel bob e nello skeleton, le autorizzazioni sono limitate a eventi molto specifici, come il monobob femminile e lo skeleton individuale. Nello slittino, il numero limitato di candidati idonei deve comunque accumulare punti attraverso le gare di qualificazione. A Parigi 2024 hanno partecipato 15 atleti russi e 17 bielorussi come neutrali: a Milano-Cortina 2026 saranno molti di meno fra i 3500 atleti che gareggeranno in 16 discipline olimpiche. Si aspetta una decisione in extremis. Pochi saranno anche gli atleti di Israele, ma qui si tratta solo di una questione burocratica interna (vedi Spy Calcio del 2 gennaio) perché il Cio ha spiegato che Israele è pienamente legittimata a partecipare ai Giochi e potrà sfilare anche il 6 febbraio a San Siro.
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