Mike Maric, medico e apneista: «Molti uomini trattengono il fiato proprio sul più bello. Durante il sesso, il respiro è il vero segreto»
Dottor Maric, partiamo da un presupposto: perché la respirazione è così importante anche nella sfera sessuale?
«Perché il respiro è un ponte tra corpo e mente. La respirazione nasale ha un effetto neuropsicogeno: induce rilassamento, ma anche eccitazione. Quando respiriamo correttamente dal naso stimoliamo la produzione di ossido nitrico, una molecola fondamentale per la vasodilatazione, quindi per l’afflusso di sangue anche nelle zone intime. Questo vale sia per l’uomo sia per la donna».
Quindi respirare bene significa anche migliorare la risposta sessuale?
«Esattamente. L’ossido nitrico è alla base del meccanismo dell’erezione: favorisce il rilassamento dei muscoli e l’aumento del flusso sanguigno. Non a caso, gli studi su questa molecola – penso al Nobel assegnato nel 1998 al Professor Louis Ignarro, biochimico – sono alla base anche di farmaci contro la disfunzione erettile. Ma il punto è che il nostro corpo è già in grado di produrlo naturalmente, soprattutto attraverso una corretta respirazione nasale».
C’è quindi un legame tra cattiva respirazione e difficoltà nella sfera intima?
«Sì. Se una persona, già da giovane, sviluppa una respirazione orale – quindi respira con la bocca – questo può diventare un problema. La respirazione nasale non è solo fisiologica, è necessaria. Quando manca, si riduce anche la stimolazione dell’ossido nitrico, con effetti che nel tempo possono riflettersi su diversi aspetti, inclusa la sessualità».
Nel libro lei parla di «orgasmo strozzato» maschile: che cosa significa?
«Significa che l’uomo, durante l’orgasmo, tende a trattenere il respiro, va in apnea. La glottide si chiude, il diaframma si blocca e si crea uno spasmo. L’orgasmo arriva, ma è breve, quasi “tagliato”. Subito dopo riprende a respirare come dopo uno sforzo intenso. È molto diverso dall’orgasmo femminile, che è più fluido, progressivo, quasi musicale».
Quindi gli uomini sbagliano a trattenere il respiro?
«Non è una colpa, è un meccanismo involontario, ma si può lavorare per modificarlo. Il punto è imparare a non interrompere il respiro proprio nel momento dell’orgasmo. Mantenere una respirazione lenta, continua, diaframmatica permette di prolungare la sensazione di piacere e vivere un’esperienza più completa».
In che modo il respiro può migliorare l’intimità di coppia?
«Attraverso la sincronizzazione. Quando due persone respirano insieme, si crea una connessione molto profonda. È una sorta di sinfonia: corpo e mente entrano in sintonia. Questo non solo aumenta la complicità, ma può anche portare a un orgasmo condiviso o comunque più armonico».
Quindi è qualcosa che si costruisce prima del rapporto?
«Assolutamente sì. L’educazione al respiro avviene prima. Non si tratta di “pensare a respirare” durante il rapporto, ma di allenare il corpo a farlo in modo naturale. Il respiro è anche una forma di autocontrollo: aiuta a gestire l’ansia, le emozioni, e questo ha un impatto diretto anche sulla vita sessuale».
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