Friuli Venezia Giulia

Migranti a Trieste, il Siulp rompe il silenzio: “La Polizia lasciata sola, non è questa la soluzione”

11.01.2026 – 8.00 – La gestione della questione migratoria non può essere affidata in modo pressoché esclusivo alla Polizia di Stato, né può tradursi in un danno reputazionale per gli operatori impegnati sul territorio. È quanto afferma il Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia (Siulp) di Trieste in un comunicato diffuso oggi, nel quale il sindacato respinge con fermezza ogni tentativo di attribuire alle forze dell’ordine responsabilità che, a suo avviso, esulano dalle loro competenze istituzionali. Secondo il Siulp, la Polizia di Stato opera già oltre i limiti consentiti da risorse insufficienti, in un contesto segnato da carenze strutturali di personale e mezzi, denunciate da anni senza risposte adeguate. Il sindacato contesta inoltre la strumentalizzazione politica delle tragedie legate ai flussi migratori, sottolineando come tali dinamiche finiscano per colpire ancora una volta l’immagine dei poliziotti, impegnati quotidianamente in un ruolo complesso e delicato.

Nel comunicato si evidenzia come la gestione dei fenomeni migratori richieda un approccio multidisciplinare, che coinvolga anche Protezione civile, amministrazioni locali, strutture sanitarie e reti civiche, e non possa essere demandata integralmente a un’amministrazione con funzioni prevalentemente tecniche come la Polizia. In questo quadro, il Siulp rileva l’assenza di un piano straordinario per fronteggiare l’ondata di freddo annunciata, in particolare a tutela dei senza tetto e delle persone più vulnerabili. Il sindacato segnala inoltre le criticità del sistema di accoglienza, spesso saturo e vincolato a procedure che non rientrano nelle competenze della Polizia di Stato. Una volta conclusi i passaggi burocratici di competenza della questura, viene sottolineato, l’accesso immediato alla rete di accoglienza non sarebbe garantito. Tra le questioni irrisolte viene citato anche il mancato trasferimento del settore richiedenti asilo dell’Ufficio immigrazione nella nuova sede di via Mascagni, decisione attribuita a una scelta politica e ritenuta dal Siulp potenzialmente più funzionale sia per gli utenti sia per gli operatori.

Nel passaggio finale, il sindacato invita a una presa di posizione chiara da parte delle istituzioni: se la Polizia di Stato deve concentrare gran parte delle proprie energie sulla gestione dei flussi migratori, afferma il Siulp, ciò va dichiarato apertamente, assumendosene la responsabilità di fronte a una comunità che chiede sicurezza “a 360 gradi” e non solo controlli ai confini o negli uffici immigrazione. Quanto alla situazione di Porto Vecchio, al centro del dibattito cittadino, il Siulp la definisce il risultato di un fallimento amministrativo, civico e sociale, escludendo che possa essere imputata alla Polizia di Stato.

[f.v.]




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