Michelle Obama: «Un terzo mandato di Barack? Non lo sosterrei, anzi cercherei di ostacolarlo»
Se mai negli Stati Uniti venisse aperta la possibilità di un terzo mandato presidenziale, Michelle Obama non sosterrebbe di certo il ritorno del marito alla Casa Bianca. Anzi, lo ostacolerebbe. Lo ha detto nel podcast Call Her Daddy di Alex Cooper.
Alla domanda sull’ipotesi che Barack Obama possa tornare a candidarsi, la moglie ha risposto: «Spero proprio di no». E ha aggiunto: «Lavorerei attivamente contro questa possibilità».
L’ex First Lady ha spiegato che, per lei, il limite dei due mandati è necessario per permettere al Paese di rinnovarsi. «Stiamo cambiando e crescendo a una velocità enorme», ha spiegato. «Questo è un lavoro durissimo e richiede sempre nuova energia, una nuova visione. Nuovi modi di guardare il mondo. Per questo credo davvero che otto anni siano sufficienti».
Michelle Obama ha riconosciuto che l’esperienza e l’età possono portare saggezza, ma ha insistito sulla necessità di lasciare spazio a chi arriva dopo. «Persone con esperienze diverse, con un altro punto di vista sul mondo. Sta arrivando una nuova generazione: viaggia di più, conosce di più il mondo, è esposta a realtà diverse. Sono molto curiosa di capire come loro pensano di risolvere certi problemi. Noi non abbiamo tutte le risposte, ed è giusto così. È per questo che si va avanti».
Al contrario di Michelle Obama, Donald Trump continua a evocare l’idea di un terzo mandato, nonostante il 22° emendamento della Costituzione lo vieti esplicitamente (e ha persino lanciato merchandising con la scritta «Trump 2028»)
L’ex first lady ha chiarito anche alcune dichiarazioni rilasciate nei mesi scorsi, quando aveva detto di essere stanca di sentirsi chiedere se intende candidarsi lei stessa alla presidenza. «Non guardatemi nemmeno quando parlate di una mia candidatura, perché mentite. Non siete pronti per una donna. Non lo siete. Quindi non fatemi perdere tempo», aveva detto durante la promozione del suo libro The Look, a novembre.
Michelle ha spiegato che il tono era volutamente provocatorio, ma il problema resta reale. «Abbiamo avuto due candidate donne altamente qualificate», e ha citato Hillary Clinton e Kamala Harris. «Eppure, se non sono perfette, se non mettono ogni puntino sulla “i”, scatta una bocciatura. Perché facciamo finta che questo non sia successo? Questo non significa che le donne debbano tirare i remi in barca», ha detto. «Stiamo ancora crescendo. Io penso che succederà. Siamo pronti adesso? Non lo so. Ma dimostratemi che mi sbaglio. Ne sarei felicissima».
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