Friuli Venezia Giulia

Mi hanno frantumato la faccia, ancora mi traballano i denti


“Sfigurato da un sasso. Ho rischiato di perdere un occhio, mi hanno frantumato la faccia. E non ho ricevuto neppure un messaggio dai responsabili del corteo”. A parlare è Davide Albini Bevilacqua, giornalista pubblicista di 32 anni, cronista a Udine per Local team. Il 14 ottobre scorso Albini Bevilacqua lavorava durante gli scontri di Udine per la manifestazione contro la partita di calcio Italia-Israele, valida per le qualificazioni ai Mondiali, quando alcuni manifestanti pro Pal hanno rotto il cordone di sicurezza interno e hanno fronteggiato le forze dell’ordine. Lui stava filmando gli incidenti.

Il video-racconto della manifestazione e degli scontri

“Cinque minuti prima mia mamma mi aveva mandato un messaggio: ‘Sto guardando 4 di sera su Rete 4, attento perché ci sono scontri in corso’. Ho letto quel messaggio, le ho risposto di stare tranquilla, poi ho sentito un colpo fortissimo. Pensavo di svenire, mi sono chinato e ho intravisto le mie scarpe rosse, imbrattate dal mio sangue. Un attimo ancora e mi sono accorto che da un occhio non ci vedevo più”, ha raccontato oggi a Il Giornale.

“Perdevo sangue come una fontana”

Albini Bevilacqua continua: “Non ho recuperato la sensibilità nella parte sinistra del volto, ancora mi traballano i denti. Io ero subito dietro il cordone della polizia, tenevo la telecamera ben alta e avevo il casco allacciato. La polizia aveva cercato di contenere la manifestazione, ma a sinistra c’era un parco, una zona aperta e non presidiata. Da lì è partita una fitta sassaiola contro le forze dell’ordine. All’improvviso una pietra mi ha preso in faccia e il casco è volato via. Non ho sentito male, tanto era forte il colpo. Gli occhiali si sono spaccati. Perdevo sangue come una fontana, mi sono accorto che non ci vedevo più dall’occhio sinistro, sono stato preso dal panico, da una paura indefinita: ho iniziato a chiedere aiuto, gridavo mentre intorno a me infuriava la battaglia”.

I fermati del 14 ottobre: “Non c’entriamo nulla, agiremo legalmente”

“Conclusa in modo pacifico la manifestazione ufficiale è nata una discussione fra i promotori e i contestatori che volevano incendiare l’ambiente – racconta Bevilacqua –. I primi hanno cercato di calmare gli animi, volevano finirla lì, insistevano perché il corteo si sciogliesse, ma gli altri non hanno voluto saperne, a un certo punto si sono staccati e hanno attaccato le forze dell’ordine. Erano fra i cento e i duecento e ci hanno tirato addosso di tutto”. Su quanto accaduto ci sono indagini in corso, ma non si sa ancora chi abbia lanciato il sasso che lo ha colpito.

Poca solidarietà

Il reporter è stato operato due volte. “Prima ho subito un intervento all’occhio che era a rischio, dove hanno trovato anche frammenti di vetro, poi mi hanno portato dal chirurgo maxillo facciale, avevo mezza faccia frantumata. Mi hanno inserito tre placche di titanio che terrò a farmi compagnia per tutta la vita”, racconta. Dice di aver ricevuto poca solidarietà: “Ero in ospedale e lì mi ha raggiunto una telefonata affettuosa del presidente della Fnsi Vittorio Di Trapani. Poi so che in Parlamento Antonio Tajani mi ha citato e questo mi ha fatto piacere. Ma dagli organizzatori della manifestazione di Udine non mi è arrivata nemmeno una chiamata, nemmeno un sms, nemmeno un messaggino”. “Nemmeno una parola, un gesto, un biglietto dalle istituzioni – continua il cronista –. Però ho perso un mese e passa di lavoro, ho sostenuto e dovrò sostenere a lungo visite e controlli, e non è detto che recuperi la vista e tutto il resto. Pure per i denti si vedrà più avanti, oggi è ancora impossibile intervenire”, conclude.

La replica degli organizzatori

Sentiti dalla nostra redazione, i rappresentanti del comitato organizzatore hanno commentato la vicenda in questi termini. “Apprendiamo solo oggi dalla stampa che il reporter Davide Albini Bevilacqua ha riportato gravi traumi al volto. Ci dispiace che abbia deciso di affidarsi a Il Giornale per rivolgersi (anche) a noi, invece che contattarci direttamente. Sarà nostra premura cercarlo personalmente appena riusciremo a recuperare il suo contatto telefonico”.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »