Società

Metal detector mobili negli ingressi delle scuole, Valditara: “Coltelli tra i giovani quasi una moda”. Poi il richiamo ai valori occidentali

Dopo l’annuncio, arrivato ieri, dell’arrivo di una circolare sui metal detector mobili negli istituti scolastici, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è tornato sul tema della sicurezza a scuola.

Un intervento che si inserisce nel solco delle preoccupazioni emerse dopo il caso dello studente ucciso a La Spezia e altri episodi di cronaca che hanno coinvolto giovani e l’uso di armi.

Intervenendo a un evento della Lega in Abruzzo, il ministro ha richiamato alcuni fatti recenti, tra cui lo studente con il machete nello zaino, osservando che il possesso di armi tra i ragazzi “sta purtroppo diventando quasi una moda”. Da qui la necessità di valutare strumenti di prevenzione mirati, come l’utilizzo di metal detector mobili per il controllo degli ingressi, da attivare solo nei casi in cui vi siano timori concreti da parte delle scuole.

La richiesta – come spiegato da Valditara – potrebbe partire dal dirigente scolastico e dalla comunità scolastica, con il coinvolgimento del prefetto, chiamato a valutare l’eventuale autorizzazione all’uso. Il ministro ha respinto le accuse di repressione, ribadendo che “questa è sicurezza” e che l’obiettivo è tutelare studenti e personale.

Il richiamo ai valori dell’Occidente

Nel corso dello stesso intervento – si legge su Ansa – Valditara ha affrontato anche il tema dell’identità culturale e dei valori della civiltà occidentale. Il ministro ha invitato a riscoprire il significato della storia e dell’identità comune, sostenendo che “non dobbiamo più vergognarci della nostra civiltà occidentale”.

Ha quindi richiamato il ruolo dell’Occidente nello sviluppo della democrazia e della libertà, affermando che questi valori rappresentano un patrimonio da difendere e valorizzare anche nel dibattito pubblico contemporaneo.


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