Trentino Alto Adige/Suedtirol

Merano, nuove regole sulla musica: stretta sulle casse e sugli schiamazzi – Merano



MERANO. Dopo una accesa discussione, il consiglio comunale ha approvato una significativa modifica al regolamento di polizia urbana, segnando un punto di svolta nella gestione degli eventi pubblici e delle emissioni sonore in città. La delibera, passata con 22 voti favorevoli e 10 astensioni, introduce una disciplina per l’uso di strumenti musicali e impianti di amplificazione all’aperto come risultato di un difficile equilibrio tra il desiderio di una città dinamica e la tutela del riposo.

Katharina Zeller ha aperto il dibattito sottolineando la natura «attiva» di Merano, ponendo l’accento sui limiti invalicabili posti dalla legge. «Merano è una città vivace, ma serve anche rispetto della quiete pubblica», ha dichiarato la sindaca. Katharina Zeller ha poi risposto alle critiche sulla presunta arbitrarietà delle nuove norme, precisando che le deroghe non sono una scelta politica personale. «Interpretiamo le norme in modo ragionevole applicando le leggi per come sono scritte», ha detto, evidenziando che ogni decisione si baserà su pareri tecnici e certificazioni di idoneità dei luoghi.

Semplificazioni e limiti

Uno dei punti cardine delle modifiche al regolamento è l’adeguamento alla normativa provinciale sulla segnalazione certificata di inizio attività (Scia) che semplifica l’organizzazione di piccoli eventi. Tuttavia, per evitare che la semplificazione si trasformi in un disturbo per la quiete pubblica, sono stati introdotti limiti precisi. L’assessore Daniele Di Lucrezia ha spiegato che il regolamento prevede ora una pausa di due giorni tra eventi nel raggio di 100 metri e un limite di 85 decibel per le deroghe. «La narrazione che dopo le 23 non si può fare musica non corrisponde al vero, dipende dalla modalità della manifestazione», così l’assessore. Alla fine, il limite per gli eventi con Scia semplice è stato infatti posticipato dalle 23 alle 23.30 nel solo periodo estivo. Un aggiustamento frutto di un lavoro di mediazione, come evidenziato da Antonio Mazzotta (Alleanza per Merano) che ha definito il testo «un ottimo compromesso» capace di trovare un bilanciamento tra le diverse esigenze.

Critiche dell’opposizione

Critica l’opposizione, con Emanuela Albieri (Civica per Merano) che ha accusato la maggioranza di lanciare messaggi contraddittori: «Non si può lamentare il fatto che Merano è spenta e poi stringere i regolamenti. La discrezionalità sarà usata come strumento politico?». Elena Da Molin (Fratelli d’Italia) ha definito i piccoli passi avanti imposti da Alleanza per Merano insufficienti rispetto alle promesse elettorali. «Che distanza tra la sindaca in campagna elettorale e ora, con Di Lucrezia autodichiaratosi sindaco della notte: adesso è al massimo sindaco della sera», il commento ironico della consigliera di FdI. Johannes Ortner (Verdi) ha dato voce ai residenti del centro esasperati dal rumore, mettendo in dubbio il valore culturale dei Dj set: «Non si può definire vita cittadina il fatto che altri debbano subire in modo massiccio un disturbo della propria sfera privata».
La replica

Bassamba Diaby (Partito democratico) ha sottolineato la spaccatura in Consiglio: «Vogliamo la musica oppure abbiamo paura che un cittadino faccia causa al Comune e poi tutti dobbiamo pagare». Infine, il vicesindaco Nerio Zaccaria ha difeso l’impianto normativo contro il rischio di un caos gestionale, ricordando che in passato si arrivava a gestire quasi 800 richieste annuali: «L’amministrazione comunale non può permettere il liberi tutti in città».




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