Meloni in Etiopia: “L’Italia ha nel dna il rispetto per gli altri. Noi ponte tra Europa e Africa”
“L’Italia intende continuare a essere un ponte privilegiato tra l’Europa e Africa”, dice la premier Giorgia Meloni intervenendo all’assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana, ad Addis Abeba. D ieri è ad Addis Abeba, in Etiopia, per il vertice Italia-Africa. Ha deciso di non partecipare alla conferenza sulla sicurezza a Monaco di Baviera, che riunisce i leader di mezzo continente e tutti i big Ue. E non è la prima volta.

Così mentre il grosso dei leader continentali discute di Ucraina e dei rapporti sempre più complicati tra Usa e Ue, la premier italiana non c’è. La sua assenza dal panel tedesco rende più facile, per lei, il tentativo di dissimulare l’imbarazzo per le ultime sortite di Merz, che da Monaco ha certificato davanti a microfoni e taccuini la “frattura” tra le due sponde dell’Atlantico. Prende quindi la parola all’assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana. Rimarca che l’Italia vuole continuare a essere “un ponte privilegiato tra l’Europa e l’Africa”, appunto. “Ho l’onore di guidare una nazione che ha nel suo dna caratteristiche che storicamente la rendono un partner rispettato: la propensione al dialogo, la capacità di discussione, il rispetto per gli altri prima di ogni cosa. Una nazione che ha costruito parte della sua identità e della sua politica estera sul profondo significato di una parola, che in un mondo instabile e imprevedibile come il nostro, può essere la chiave per tracciare la rotta: la parola è cooperazione – dice Meloni inel suo intervento all’assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana – La vera cooperazione non vede mai un soggetto attivo e uno passivo, ma esiste solo in una relazione tra pari, una relazione nella quale le specificità di ciascuno sono indispensabili per raggiungere un obiettivo comune. Se guardi qualcuno dall’alto in basso, non puoi cooperare con lui. Se vuoi depredarne le risorse, non stai cooperando con lui. Anche se vuoi semplicemente fare beneficenza, non puoi chiamarla cooperazione, perché la cooperazione è un’altra cosa. E ciò che l’Italia vuole fare è cooperare”.
Nelle dichiarazioni congiunte con il primo ministro etiope Abiy Ahmed Ali aggiunge: “L’invito a partecipare all’Assemblea dei capi di Stato e di governo dell’Unione africana, il forum dove questa organizzazione discute le sue fondamentali scelte politiche e determina la direzione strategia del continente, è una riconoscimento che può solo rendere orgogliosa l’Italia. L’Italia lo accetta con rispetto e senso di responsabilità. È una dimostrazione di fiducia che non deluderemo”.
Meloni rilancia il Piano Mattei che non va concepito “come un piano italiano per l’Africa – sottolinea – ma come il contributo dell’Italia alla vostra agenda, con un’attenzione particolare quest’anno ai progetti legati all’acqua. Si tratta di una piattaforma aperta per mettere il nostro know how, le nostre tecnologie e i nostri investimenti al servizio degli obiettivi che l’Unione africana ha delineato nell’Agenda 2063, a partire dalla creazione di un’area di libero scambio continentale integrata e prospera – osserva ancora la premier – È un obiettivo ambizioso, che sosteniamo e che richiederà interconnessioni economiche efficienti, sicure e rapide per essere realizzato. Come il Corridoio di Lobito, la dorsale ferroviaria e infrastrutturale che collegherà i mercati africani a quelli globali e avvicinerà persone, idee ed economie. Un progetto strategico che vede l’Italia in prima linea insieme agli Stati Uniti e all’Unione europea”.
E ancora. Per “costruire un’Africa veramente libera e capace di determinare il proprio destino” è “cruciale affrontare la questione del debito” e “abbiamo voluto tracciare una rotta anche su questo tema”. L’Italia, prosegue Meloni, “ha deciso di lanciare un ampio programma di conversione del debito dei Paesi africani, che prevede, tra i punti principali, la trasformazione completa del debito dei Paesi più fragili e vulnerabili in investimenti, e il rafforzamento del contributo ai fondi Ida della Banca Mondiale. Allo stesso modo, abbiamo introdotto specifiche clausole di sospensione del debito nei nostri prestiti bilaterali, consentendo ai Paesi africani colpiti da eventi climatici estremi di liberare spazio fiscale per sostenere le proprie popolazioni e ricostruire le infrastrutture essenziali”.
Per Meloni, “sono scelte fondate sulla giustizia e sulla responsabilità, fondamentali per liberare risorse vitali per lo sviluppo e per garantire pace e prosperità, anche nelle aree del continente oggi più colpite da instabilità, insicurezza e gravi crisi umanitarie, come il vicino Sudan e la parte orientale della Repubblica Democratica del Congo”.
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