Mazziniani in congresso a Pisa: Annico Pau eletto nella Direzione nazionale
Nei giorni scorsi si è svolto a Pisa, presso la Domus Mazziniana, ultima residenza del grande esule, il XXX Congresso nazionale dell’Associazione Mazziniana Italiana (AMI), dedicato al tema “Dalla Repubblica agli Stati Uniti d’Europa. L’impegno mazziniano per la Democrazia (1946-2026)”. Ai lavori ha partecipato una nutrita delegazione di mazziniani sardi, impegnati a mantenere viva la memoria e l’eredità politica di Giuseppe Mazzini, che riservò particolare attenzione alla Sardegna, a lungo considerata dai Savoia e soprattutto da Cavour “un’appendice incerta dell’Italia”.
Al termine del Congresso, in riconoscimento dell’impegno profuso negli anni per valorizzare la figura e l’opera di due importanti protagonisti della storia sarda, il presidente della Sezione di Nuoro “Giorgio Asproni”, Annico Pau, è stato eletto nella Direzione nazionale dell’AMI. Un riconoscimento che si lega anche al lavoro di approfondimento dedicato al deputato Giorgio Asproni e a quello della Sezione di Sassari rivolto a Pasquale Tola, patriota sassarese di ispirazione mazziniana, fucilato a Chambéry nel 1831 dopo essere stato trovato in possesso di materiale di propaganda della Giovine Italia.

Un momento del congresso dei Mazziniani a Pisa
Al centro dell’impegno dell’AMI resta il progetto degli Stati Uniti d’Europa: un’Europa più unita, fondata sulla cooperazione tra i popoli e sul rispetto delle identità nazionali, capace di rafforzare le proprie istituzioni, contrastare i nazionalismi e opporsi a ogni forma di imperialismo politico, militare, economico e tecnologico. Di fronte a un mondo segnato da conflitti e disuguaglianze, l’AMI ribadisce la propria ferma condanna dell’invasione russa dell’Ucraina e auspica, in Medio Oriente, una pace fondata sul reciproco riconoscimento del diritto all’esistenza del popolo palestinese e dello Stato di Israele.
L’eredità di Mazzini rimane dunque una sfida attuale: costruire un’Italia più giusta e un’Europa unita, capace di contribuire alla pace, alla libertà e alla solidarietà tra i popoli. Valori che hanno rappresentato, per oltre ottant’anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, un riferimento fondamentale per la convivenza democratica e la cooperazione internazionale.
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