Maurizio Marrone in abito dell’Ordine Mauriziano, è polemica dopo il raduno dei Savoia a Torino
TORINO – Una lunga tunica rossa fino ai piedi, colletto e paramani in raso bianco e, sul petto, la grande croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. È così che compare in alcune immagini pubblicate sui social Maurizio Marrone, assessore e vicepresidente della Regione Piemonte, durante gli appuntamenti torinesi degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia.
Le fotografie hanno rapidamente alimentato la polemica politica. Al centro della contestazione di Alleanza Verdi e Sinistra c’è infatti la partecipazione di Marrone alle iniziative organizzate nel fine settimana a Torino, tra l’Auditorium del Lingotto e la Reggia di Venaria, alla presenza di Emanuele Filiberto di Savoia e della madre Marina Doria.
Il raduno degli Ordini dinastici a Torino
Gli appuntamenti dell’AICODS, l’associazione internazionale che riunisce gli appartenenti agli Ordini dinastici di Casa Savoia, si sono svolti tra il 26 e il 27 settembre. Il programma prevedeva al Lingotto la presentazione dei nuovi membri e dei promuovendi al principe Emanuele Filiberto, mentre alla Reggia di Venaria si è svolta una cena di gala con finalità benefiche.
Secondo quanto riportato dagli organizzatori, l’iniziativa aveva anche una finalità filantropica, con una raccolta destinata a sostenere un progetto di cure palliative pediatriche per l’ospedale Regina Margherita di Torino.
Tra le personalità presenti e indicate come nuovi designati agli ordini c’era anche Maurizio Marrone.
L’attacco di AVS
La partecipazione del vicepresidente della Regione ha provocato la reazione di AVS. Il deputato Marco Grimaldi ha parlato di una vicenda sulla quale occorre fare chiarezza, presentando anche un’interrogazione parlamentare sui profili economici legati alle attività degli ordini dinastici.
Secondo AVS, durante gli appuntamenti torinesi sarebbero stati conferiti onori monarchici attraverso un sistema di quote e versamenti. L’accusa è stata respinta da Emanuele Filiberto, che ha negato che ci siano state vendite di onorificenze.
La contestazione politica si concentra soprattutto sulla presenza di Marrone. AVS chiede infatti di sapere a quale titolo il vicepresidente della Regione abbia partecipato alla cerimonia e ha annunciato la richiesta di comunicazioni in aula a Palazzo Lascaris.
«Il Piemonte non merita nostalgici della monarchia alla guida della Regione», è la posizione espressa da AVS, che ha collegato la vicenda anche alla piattaforma Royal Protocol e a una precedente iniziativa presentata in Senato.
La replica di Marrone: «Esisterà ancora quando di AVS si sarà persa la memoria»
Marrone ha risposto alle critiche difendendo la storia dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
«L’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro affonda le radici nella Terra Santa dell’anno mille dai tempi delle Crociate e, con tutto il rispetto, penso che esisterà ancora quando di AVS si sarà persa la memoria nei posteri», ha dichiarato l’assessore.
L’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro ha effettivamente una storia secolare: le sue origini sono legate alla fusione dell’Ordine di San Lazzaro con quello di San Maurizio sotto Casa Savoia. Treccani ricorda inoltre come, con la nascita del Regno d’Italia, gli ordini cavallereschi della monarchia sabauda siano entrati nell’ordinamento statale.
Gli attuali Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, invece, sono presentati dalla stessa organizzazione come ordini dinastici e non come istituzioni dello Stato italiano.
Emanuele Filiberto nega la vendita dei titoli
Alle accuse di AVS ha replicato anche Emanuele Filiberto. Il principe ha negato che le onorificenze siano state messe in vendita, sostenendo che i pagamenti contestati siano invece quote associative, contributi destinati alle attività dell’organizzazione e contributi benefici.
Ha inoltre precisato che al Lingotto non si sarebbe svolta una cerimonia pubblica di conferimento di onorificenze né una vendita, ma la presentazione dei nuovi membri e dei promuovendi al Gran Maestro.
La questione è destinata ora a spostarsi anche sul terreno istituzionale. AVS ha infatti annunciato la richiesta di comunicazioni in Consiglio regionale per chiarire le ragioni della partecipazione di Marrone all’evento sabaudo.
La polemica, dunque, non riguarda soltanto la presenza dell’assessore in abito dell’Ordine Mauriziano, ma riporta a Torino anche il tema del ruolo e dello status degli Ordini dinastici di Casa Savoia nella Repubblica italiana, oltre alle contestazioni sui rapporti economici legati alle loro attività.
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