Società

Maturità 2026, tracce bocciate dal 51% degli studenti, Pavese e Brancati mai studiati in classe. Il sondaggio

L’apertura dei plichi ministeriali ha lasciato l’amaro in bocca a molti maturandi. Secondo un sondaggio a caldo realizzato dal portale Skuola.net su un campione di circa mille ragazzi, la prima prova scritta non ha convinto la maggior parte dei candidati.

I dati mostrano infatti che il 51% degli studenti ha bocciato su tutta la linea le opzioni proposte per il tema di italiano.

I ritardi nei programmi scolastici

Ad alimentare lo spaesamento tra i banchi è stato un problema noto delle nostre scuole: la mancata conclusione dei programmi letterari di fine anno. Le rilevazioni indicano che circa 3 maturandi su 4 non avevano mai affrontato in classe gli autori scelti per l’analisi del testo, ovvero Cesare Pavese e Vitaliano Brancati, o non li avevano approfonditi abbastanza per poterne scrivere. Una lacuna che ha spinto molti ragazzi a scartare queste tracce a priori.

La situazione si è ripetuta anche con il testo argomentativo. Circa metà dei candidati ha ammesso di non aver mai discusso con i propri docenti i temi storici e sociali proposti quest’anno, trovandosi di fatto costretta a navigare a vista.

Pavese spaventa, l’attualità salva i candidati

Mettendo in fila le consegne più temute, la medaglia nera va alla poesia Passerò per Piazza di Spagna di Cesare Pavese, giudicata la più difficile da oltre 1 ragazzo su 3. Subito dopo si piazza l’analisi del discorso di insediamento di Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente del 1946.

A risollevare le sorti della mattinata ci ha pensato la tipologia dedicata all’attualità. Lo spunto sull’incanto, basato su un articolo della giornalista Wenke Husmann, ha convinto infatti un quarto degli intervistati, offrendo una via d’uscita a chi voleva evitare i rigidi vincoli del nozionismo letterario.

Guardando alle preferenze generali, il 27% dei ragazzi ha apprezzato solo alcune opzioni ministeriali, il 16% ne ha salvata appena una e solo un ristretto 6% ha gradito l’intero pacchetto.

I commenti sui social e il rifiuto di copiare

Il divario percepito tra la vita scolastica reale e le richieste del Ministero è esploso sulle pagine social di Skuola.net. Tra i commenti dei ragazzi si legge molta frustrazione per le scelte degli autori del Novecento.

Un maturando ha descritto così la situazione: “Ma chi l’ha mai studiato Brancati? Noi in classe siamo arrivati a malapena a D’Annunzio!”.

C’è anche chi ha alzato bandiera bianca di fronte ai versi proposti nei plichi: “Pavese in poesia è stato un colpo basso, ho letto la traccia tre volte e poi ho rinunciato, non si capiva niente”. Di contro, in molti hanno tirato un sospiro di sollievo grazie alla Tipologia C: “Meno male che c’era la traccia sull’incanto, mi ha letteralmente salvato la prova e forse anche il diploma”.

Tirando le somme, 6 studenti su 10 hanno giudicato la prova più complessa del previsto. Nonostante l’evidente difficoltà, i candidati hanno affrontato l’ostacolo con correttezza: soltanto 1 su 10 ha confessato di aver ceduto alla tentazione di copiare.


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