Società

Maturità 2026, scena muta all’orale costa la bocciatura. Ma chi lo fece critica le nuove regole: “Oggi perderei un anno. La nostra generazione non viene ascoltata”

Chi pensava di ripetere il gesto di qualche studente dell’anno scorso – alzarsi davanti alla commissione, leggere una lettera e poi tacere – farebbe meglio a cambiare idea.

Da questa Maturità, l’esame è valido “solo se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove”. Parola del ministero dell’Istruzione e del Merito. Tradotto: fare “scena muta” all’orale, anche da soli, costa la bocciatura. Non servono crediti accumulati nel triennio né voti sufficienti agli scritti. Se manca il colloquio, si ripete l’anno.

La norma chiude la strada a forme di protesta silenziosa che negli ultimi anni avevano fatto discutere. Il caso più noto riguarda una studentessa, originaria di Venezia, oggi all’università negli Stati Uniti, che due anni fa in un liceo classico declamò una lettera di contestazione davanti alla commissione per il voto della seconda prova, senza poi rispondere a nessuna domanda. Uscì con 72 centesimi invece del 100 a cui puntava.

Interpellata sulle nuove regole, racconta al Corriere della Sera: “Se tornassi indietro, rifarei tutto al 100 per cento. È stata la cosa giusta da fare in particolare nel mio caso. Certamente non lo farei alle condizioni che ci sono oggi. Perdere un anno per una protesta sarebbe davvero troppo”. E aggiunge una riflessione amara: “In questi due anni gli studenti hanno protestato per puntare il faro su quello che non andava della scuola. Che cosa abbiamo ottenuto? L’inasprimento della repressione. La nostra generazione continua a non essere ascoltata”.

Condotta, ora pesa di più

Le novità non si fermano al divieto di boicottaggio. Ad esempio, il Ministero ha riscritto il valore del voto di condotta. Fino a poco tempo fa, un 5 in pagella significava solo la non ammissione all’esame. Oggi la scala è più articolata. Chi riporta 6 deve presentare all’orale un elaborato obbligatorio su temi di “cittadinanza attiva e solidale”. Un modo per legare la valutazione disciplinare a un impegno progettuale esplicito.

La stretta segue la logica di una tolleranza zero già annunciata nei mesi scorsi. L’obiettivo dichiarato è restituire autorevolezza alla figura del docente e responsabilizzare gli studenti. L’effetto pratico, secondo molti osservatori, sarà un aumento della pressione su chi già fatica a gestire l’ansia della prova finale.

Il colloquio orale resta il momento più temuto: lo confermano anche i numeri di un’indagine di ScuolaZoo, che parlano di un 54% di maturandi spaventati dalla discussione a voce più che dagli scritti. Da quest’anno, però, non sarà più possibile aggirarlo. Né per protesta, né per paura. Si affronta o si boccia.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »