Maturità 2026, Papa Leone XIV ai maturandi: “Coraggio, poi arriverà l’estate anche per voi. Momento di conforto e sollievo”

Mentre il termometro a Roma supera i trenta gradi e Piazza San Pietro si prepara ad accogliere i pellegrini, Leone XIV ha scelto di dedicare una parte dei saluti finali dell’udienza generale a due categorie di giovani che in questi giorni si trovano a vivere stagioni molto diverse.
Da un lato quelli che domani, giovedì 18 giugno, si siederanno davanti al foglio bianco per la prima prova scritta della maturità. Dall’altro quelli che hanno già chiuso i libri e sono partiti per le vacanze.
“Siamo alle soglie del periodo estivo, tempo di turismo e di pellegrinaggi, di ferie e di riposo”, ha detto il Papa rivolgendosi ai fedeli italiani. E subito dopo ha voluto dividere il suo messaggio in tre direzioni, come fosse un trittico. “Cari giovani, mentre penso ai vostri coetanei che stanno ancora affrontando gli esami, auguro a voi già in vacanza di profittare dell’estate per utili esperienze sociali e religiose”.
Parole che suonano come un invito a non ridurre i mesi caldi a un semplice stacco, ma a trasformarli in occasione di crescita. Un concetto che il pontefice ha ribadito anche rivolgendosi ai malati – “a trovare conforto e sollievo nella vicinanza dei vostri familiari” – e agli sposi novelli, esortati a “utilizzare questo periodo estivo per approfondire sempre più il valore della missione nella Chiesa e nella società”.
I numeri di un rito collettivo
L’appello di Leone XIV arriva alla vigilia di uno degli appuntamenti più attesi dell’anno scolastico. Sono 527.747 i candidati che tra giovedì e venerdì affronteranno le due prove scritte: la prima, quella di italiano, comune a tutti gli indirizzi; la seconda, variabile a seconda del percorso di studi. Un piccolo esercito di maturandi che in queste ore sta ripassando gli ultimi autori, rileggendo appunti e cercando di tenere a bada l’ansia.
Il pensiero del Papa non si è limitato a un semplice incoraggiamento, ma ha tracciato un quadro che abbraccia l’intera comunità educante: gli studenti, certo, ma anche i professori che li hanno accompagnati durante l’anno e le famiglie che in questi giorni fanno da sponda emotiva. Un modo per ricordare che l’esame di Stato, per quanto vissuto come un traguardo individuale, resta un momento collettivo.
Vacanze, non solo ozio
La seconda parte del messaggio è quella forse più originale. Mentre mezzo milione di ragazzi si prepara alle prove, un’altra fetta di giovani ha già staccato la spina. A loro il Papa ha rivolto un invito preciso: non disperdere il tempo libero. “Utili esperienze sociali e religiose” – ha detto – un’espressione che suona come un antidoto all’estate liquida, fatta solo di spiaggia e serate.
L’udienza generale di mercoledì si è svolta come di consueto in Piazza San Pietro, nonostante il caldo che in queste giornate sta mettendo a dura prova la Capitale. Tra i cartelli esposti dai pellegrini, qualcuno ha chiesto un abbraccio al Papa. Lui, dal palco, ha risposto con un messaggio che prova a tenere insieme due mondi: chi deve ancora dimostrare il proprio valore sui banchi di scuola e chi ha già davanti a sé settimane di libertà. Con un’avvertenza: l’estate, per tutti, può essere qualcosa di più di una pausa.
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