Basilicata

Matera, ancora nessuna apertura per il Mudeam

Mudeam di Matera ancora nessuna apertura ma l’assessore Gaudiano garantisce: «Faremo un sopralluogo per capire la reale entità dei problemi»


La consegna dei lavori del Musedemoetnoantropologico nei rioni Sassi è avvenuta nella prima parte del 2024 ma la fruizione e la gestione del sito non è ancora all’orizzonte.
«Sono stati rilevati dei problemi agli impianti, nei prossimi giorni insieme ad alcuni tecnici procederemo ad un sopralluogo per verificarne l’entità e capiremo poi come procedere» spiega al “Quotidiano” l’assessore Lucia Gaudiano.
È chiaro che senza il superamento dei problemi, la verifica che si ripetano in tutti i locali che costituiscono il Mudeam e l’individuazione soprattutto di una soluzione non si riuscirà a procedere ad un affidamento in gestione dei locali stessi.

Insomma il percorso al momento rimane frenato da questo imprevisto anche se la volontà dell’Amministrazione rimane quella di risolvere la questione al più presto per mettere a frutto l’investimento che c’è stato rispetto all’area nel cuore della città. Il museo demotnoantropologico è certamente un investimento strategico perché costituisce un esempio e una riproposizione di quella che era in passato la vita all’interno degli antichi rioni.
Per completare l’opera si è provveduto ad un investimento di oltre sette milioni di euro investiti per 42 locali incastonati nel tufo, distribuiti su cinque livelli per oltre 2.000 metri quadri complessivi.

QUALI SONO I PROBLEMI CHE IMPEDISCONO L’APERTURA DEL MUDEAM DI MATERA

Vasche e canali antichi esterni per le attività artigiane delle concerie, un antico “ciddaro”, e poi all’interno un forno, un filatoio, attrezzi da lavoro antichi, stoviglie in creta, vasi, la chiesa di San Simeone con le sue suggestioni di ombre e luci, e persino una piccola necropoli con un ossario catalogato e custodito. In un primo momento l’ostacolo alla fruizione del Mudeam sembrava essere solo di carattere gestionale con la fantomatica Fondazione pubblico-privata di cui si era parlato in passato ma di cui ad oggi si sono perse le tracce e non si hanno conferme.

È bene ricordare anche che nello scorso mese di maggio il commissario prefettizio alla guida del Comune aveva dato degli indirizzi rispetto al bando di gestione di quei locali che andavano nella direzione di affidarli ad associazioni di terzo settore. Nel provvedimento del commissario prefettizio del 23 maggio scorso si parlava della necessità che l’ente affidatario copra «i costi di gestione attraverso una bigliettazione degli ingressi al Museo fissata in 12 euro per l’intero e 6 per il ridotto e con un costo complessivo che dovrebbe coprire completamente quanto sostenuto dall’ente del terzo settore senza gravare in alcun modo dunque, nella previsione della delibera, sull’Amministrazione comunale».

I PROVVEDIMENTI ASSUNTI DAL DIRIGENTE DI SETTORE

La delibera autorizzava il dirigente del settore Gestione del Territorio Gaudiano “a predisporre tutte le attività gestionali per individuare, ai sensi del Regolamento Comunale per la disciplina della co-progettazione nel rapporto fra Amministrazione Comunale ed Enti del Terzo Settore un Ente del Terzo Settore, iscritto nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) fra quelli operanti nell’ambito della gestione, tutela, valorizzazione e promozione di aree espositive, musei e parchi antropologici, cui demandare, a livello sperimentale, la gestione del Mu. D.E.A.M., per la durata di mesi dodici, salvo possibilità di rinnovo per un analogo periodo di tempo” è spiegato in delibera».

Un percorso avviato dunque che però si è bloccato alla luce dei problemi accertati ad alcuni impianti e alle verifiche sulle cause di questi problemi e sulla loro reale entità che sono ancora in corso da parte dell’Amministrazione comunale materana.


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