Marmolada, georadar e droni per sorvegliare il ghiacciaio di Punta Penia – Cronaca
MARMOLADA. Georadar e droni per monitorare lo stato di salute del ghiacciaio di Punta Penia sulla Marmolada, il più importante delle Dolomiti. La ricerca è condotta dal gruppo glaciologico-geofisico che riunisce studiosi delle Università di Parma, Padova e dell’Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale. Le stesse tecnologie saranno presto applicate anche al ghiacciaio dell’Adamello, il più esteso delle Alpi italiane.
Dopo il crollo del 2 luglio 2022, gli studiosi puntano a verificare eventuali condizioni di instabilità. «Non è un allarme, ma un’indagine», spiega Aldino Bondesan, sottolineando la necessità di raccogliere dati prima di trarre conclusioni. L’obiettivo è analizzare settori con caratteristiche simili a quelli già coinvolti in eventi di collasso.
Attraverso rilievi avanzati sarà possibile costruire modelli numerici della massa glaciale e valutare scenari di rischio, soprattutto in vista di future ondate di calore. «Fenomeni diversi come crolli glaciali, rotture di laghi e frane da permafrost hanno una causa comune: il riscaldamento in quota», evidenzia Roberto Francese, impegnato nel progetto.
Il quadro generale conferma un’accelerazione dei cambiamenti: il ritiro dei ghiacciai crea zone isolate e instabili, mentre lo scioglimento del permafrost indebolisce le strutture rocciose. Processi che possono innescare eventi improvvisi, con impatti crescenti sulla sicurezza in alta quota e sulle attività umane.




