mark rothko protagonista del nuovo appuntamento del ciclo ‘percorsi nell’arte’ all’accademia valdarnese del poggio di montevarchi

Nuovo appuntamento del ciclo ‘Percorsi nell’Arte’ all’Accademia Valdarnese del Poggio di Montevarchi: domenica 25 ottobre, alle ore 17:00 nella Sala Grande, il nuovo protagonista sarà Mark Rothko, raccontato dalla storica dell’arte Maria Giovanna Cutini nella conferenza “Mark Rothko. Il quadro come esperienza”.
Rothko nasce nel 1903 in Lettonia a Dvinsk, il cui vero nome era Markus Rothko, quarto figlio di una famiglia ebrea. Nel 1913, con la madre e la sorella Sofia, abbandona la Russia e si trasferisce a Portland negli Stati Uniti. In seguito si sposta a New York e nel 1938 diventa cittadino americano cambiando l’anno dopo il suo nome in Mark Rothko.
Nel 1950 nasce la prima figlia Kathy, nel 1963 il secondogenito Christopher e il 25 febbraio del 1970, all’età di sessantasette anni, si suicida, tagliandosi le vene, nel suo studio a New York.
Indiscusso maestro dell’Arte del Novecento e figura centrale dell’Espressionismo astratto americano, con un percorso creativo dagli esordi degli anni Trenta e Quaranta, con suggestioni espressioniste e surrealiste, fino alle iconiche tele astratte degli anni Cinquanta e Sessanta, in cui ampie campiture di colore fluttuano sulla tela, coinvolgendo lo spettatore, con un linguaggio di spiritualità e poesia.
Ricordiamo bande di colore, i “COLOR FIELDS”, il cui rapporto con lo spettatore diventa potenza evocativa e la visione dei suoi quadri vissuta come esperienza intima e personale. Fino alle ultime opere scure, si rimanda a Houston, The Menil Collection, la celebre ROTHKO CHAPEL, dall’atmosfera austera e tenebrosa.
La Mostra a Palazzo Strozzi, tenutasi dal marzo all’agosto 2026, una delle più grandi mai dedicate a Rothko, a cura dei figli Christopher Rothko ed Elena Geuna, celebra il legame speciale tra l’artista e Firenze, che visita nei suoi tre viaggi in Europa.
Lei scrive: “La Mostra inserisce la sua opera in questa prospettiva, dove la quiete meditativa degli affreschi di Beato Angelico al Museo di San Marco e la tensione spaziale del vestibolo della Biblioteca Laurenziana di Michelangelo riecheggiano nella ricerca di una pittura capace di esprimere i più profondi stati d’ animo umani.”.
Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione del presidente dell’Accademia, Christian Satto, interverrà Maria Giovanna Cutini.
Ingresso libero, senza prenotazione.
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