Calabria

Inchiesta sugli appalti nella sanità a Crotone. La tangente al Dg per avere il servizio

Cinquemila euro. Tanto sarebbe costata la tangente pagata dal “Gruppo Maffei” per consentire alla struttura sanitaria privata “Starbene” di accaparrarsi dall’Asp, nel 2021, il servizio per l’assistenza semiresidenziale a 20 pazienti autistici. Lo ipotizza la Procura di Crotone nell’inchiesta che avrebbe fatto luce sul presunto sistema corruttivo messo in piedi, negli anni 2019-2021, dai Maffei per pilotare a proprio favore appalti e prestazioni dell’Asp di Crotone e dell’ospedale di Lamezia Terme.

Com’è noto, sott’accusa sono finite 13 persone alle quali la Pm Rosaria Multari ha fatto recapitare l’avviso di conclusione indagini. Per 8 di loro, a luglio scorso il Gip del Tribunale di Crotone ha rigettato per mancanza di esigenze cautelari, la richiesta di arresti domiciliari avanzata dal Pm. Gli arresti erano stati chiesti per Michele Maffei, titolare di cliniche e attività convenzionate col Sistema sanitario nazionale (“Starbene”, “Meditecnika”, “Endo Hospital” e “Fas Hospital”); la moglie Carla Marcella Piro; Federico Guzzo, legale rappresentante della “Endo Hospital”; Vito Domenico Martino; Mario Talarico, consigliere di amministrazione di “Meditecnika”, “Endo Hospital” e “Fas Hospital”; Rodolfo Trapasso, consigliere d’amministrazione di “Meditecnika”; Josè Francisco Aloe, direttore della farmacia dell’ospedale di Lamezia Terme; e Francesco Pio Oliverio, ex primario di Ortopedia dell’ospedale di Crotone.

Gli altri 5 accusati sono: Pantaleo Ciardi, consigliere d’amministrazione di “Fas Hospital”; Francesco Masciari, ex direttore generale facente funzioni ed ex direttore amministrativo dell’Asp di Crotone; Angelina Rizzuti, ex capa del Dipartimento area programmazione e controllo dell’Asp di Crotone; Mario Martina, ex addetto della Stazione unica appaltante dell’Asp di Crotone; e Stefano Pugliese, legale rappresentante di “Life”.

Tra le altre cose, l’attenzione degli inquirenti s’è focalizzata su una presunta mazzetta di 5mila euro che De Martino, amministratore di fatto dello “Starbene”, su indicazione di Maffei avrebbe consegnato a Masciari, il 3 settembre 2020, affinché l’allora manager reggente dell’Asp di Crotone predisponesse la rete territoriale per l’assistenza degli autistici, garantendo una buona parte del servizio alla struttura del “Gruppo Maffei”. La Guardia di Finanza di Crotone monitorò le telefonate ed i moventi dei protagonisti della vicenda fino ad arrivare al giorno della consegna della tangente nella sede dell’Asp al “Granaio”. Qui, De Martino venne prima ripreso dalle telecamere mentre parlava con Masciari nel suo ufficio. Dopodiché, lo stesso De Martino fu notato mettere la mano nella tasca sinistra dei pantaloni per prendere – secondo gli investigatori – la “bustarella” contenente i soldi. Successivamente, i due si allontanarono dall’obiettivo per fermarsi circa 7 minuti fuori la stanza. Poi, al loro rientro le Fiamme gialle osservarono la tasca destra dei pantaloni indossati da Masciari rigonfia, come se contenesse una busta. E a riprova della tesi accusatoria, l’ex direttore generale facente funzioni dell’Azienda sanitaria fu anche pizzicato qualche ora dopo sulla Strada statale 106, diretto a Catanzaro, da un posto di blocco della Finanza. In occasione del quale i militari trovarono addosso a Masciari due mazzi di banconote da 50 euro legati con l’elastico per 5mila euro totali. La presunta tangente ricevuta da De Martino che, a sua volta, uscito dal “Granaio” si interfacciò con Michele Maffei: «Ok…per il resto tutto a posto Michè».


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