Manovra, il governo “scommette” sull’azzardo: puntate raddoppiate e nuove estrazioni. In Liguria 3,9 miliardi di giocate all’anno

Genova. E’ stata presentata ieri dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, la nuova manovra economica guarda al settore dei giochi con l’obiettivo di rastrellare centinaia di milioni di euro per le coperture di bilancio. Tra le misure principali inserite nel disegno di legge spicca innanzitutto la rimodulazione del Prelievo Erariale Unico (PREU) e i ritocchi alle slot machine: l’aliquota sale di un punto percentuale, arrivando al 25% per le classiche slot machine da bar (tecnicamente le Awp) e al 9,6% per le video lottery. Parallelamente, si rivedono i limiti storici delle giocate (fermi al 2006), raddoppiando l’importo massimo giocabile a 2 euro e la vincita massima a 200 euro, prevedendo al contempo sconti alla tassazione per gli apparecchi tecnologici che garantiscono percentuali di restituzione più alte.
Per spingere ulteriormente l’incasso statale, l’esecutivo ha scelto di potenziare la macchina dell’estrazione introducendo un appuntamento settimanale aggiuntivo al mercoledì per Lotto e SuperEnalotto. Una novità che secondo i calcolo potrebbe drenare tra i 30 e i 40 milioni in più all’anno. A completare il quadro delle entrate intervengono diverse misure di sanatoria e regolarizzazione sui carichi pregressi – tra cui i nodi legati al versamento obbligatorio introdotto nel 2015) insieme alla proroga onerosa delle concessioni fino al 2029 – utile a incassare liquidità immediata per le casse pubbliche.
Per aderire alla procedura di definizione del debito residuo i concessionari dovranno presentare istanza entro 60 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento attuativo, rinunciando contestualmente a qualsiasi giudizio o controversia presente e futura nei confronti dello Stato e accettando le pronunce già emesse; in cambio, il meccanismo riconoscerà uno sconto calcolato in proporzione a quanto già versato — premiando maggiormente chi ha adempiuto in quota più elevata — fino a un limite massimo complessivo non superiore al 20% del debito rimanente.
La situazione in Liguria: maglia nera del Nord e soldi bruciati
Se a Roma si programmano i flussi di entrate, nella “periferia” si contano i danni sociali ed economici. La Liguria si conferma una delle regioni più esposte d’Italia dell’azzardo, guadagnandosi il primato negativo di regione peggiore del Nord. I numeri diffusi da Libera nel dossier “Azzardomafie” dedicato alla penetrazione della malavita organizzata nel circuito del gioco delineano un quadro drammatico: ogni anno in Liguria vengono giocati circa 3,9 miliardi di euro, con oltre 520 milioni di euro persi in maniera netta, bruciati e sottratti al bilancio di famiglie, pensionati e lavoratori. Una cifra che equivale a 344 euro all’anno per ogni ligure. Non si tratta soltanto di una cifra astronomica, ma di una pervasività capillare che entra nella vita di tutti i giorni. L’azzardo domina ormai il tessuto quotidiano, muovendosi tra i bar sotto casa, le ricevitorie territoriali, le scommesse e soprattutto lo spazio virtuale degli smartphone, accessibile senza sosta in qualsiasi momento.
Di fronte a questa emergenza, la politica regionale da anni è alle prese con il distanziometro: la Liguria, infatti, dispone fin dal 2012 di uno strumento normativo ideato per vietare le sale da gioco entro 300 metri da scuole, luoghi di culto, impianti sportivi e centri giovanili. Questa regola di tutela è ancora congelata a causa dei ripetuti rinvii e ad oggi non è ancora stata resa effettiva.
Nel frattempo, Libera ha lanciato l’allarme: oltre ai già noti rischi economici e sociali, dietro il comparto dell’azzardo si allunga l’ombra della criminalità organizzata. Il dossier “Azzardomafie”, Libera accende i fari sulla Liguria indicandola come la prima regione del Nord Italia per numero di sale gioco confiscate, quattro, e per clan coinvolti nel settore (nove, primato condiviso con il Piemonte) dimostrando come il settore rappresenti un canale privilegiato per il riciclaggio di denaro e per l’infiltrazione nell’economia reale e legale del paese.
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