Toscana

Castagne in Toscana, produzione giù fino al 30% per il caldo. Ma la qualità è eccellente


La produzione di castagne e marroni in Toscana registra quest’anno un calo fino al 30% rispetto alla stagione precedente, a causa del caldo estremo e della siccità estiva. La qualità, tuttavia, è ottima. A stimarlo sono Coldiretti Toscana e l’Associazione nazionale città del castagno.

Il problema è nato nella fase cruciale in cui il fiore si trasforma in riccio, intorno alla fine di luglio, quando una forte ondata di calore ha frenato l’accrescimento dei frutti. Il risultato è una situazione “a macchia di leopardo”: in alcune zone le pezzature sono piccole, in altre — specialmente alle altitudini più elevate — la qualità è molto buona, con una percentuale molto bassa di frutti bacati o colpiti dal marciume. La diminuzione della produzione è stimata tra il 10% e il 30% a seconda delle aree.

Un settore con cinque eccellenze riconosciute

La Toscana è terra di primati nella castanicoltura, con cinque produzioni a denominazione, quasi una su tre a livello nazionale: tre per le castagne (Marrone del Mugello Igp, Marrone di Caprese Michelangelo Dop e Castagna del Monte Amiata Igp) e due per le farine (Farina di neccio della Garfagnana Dop e Farina di castagne della Lunigiana Dop). I castagneti da frutto si estendono per circa 3.700 ettari, in crescita rispetto ai 3.000 ettari di cinque anni prima, per una produzione poco inferiore ai 60.000 quintali nel 2025 secondo i dati Istat. La conformazione dei castagneti, distribuiti su terrazzamenti con forti pendenze, rende impossibile l’uso di mezzi meccanici: la raccolta avviene ancora in larga parte manualmente.

“La castanicoltura è una risorsa importante per le comunità rurali. Anche la più piccola riduzione può avere un impatto pesante, soprattutto nelle zone montane, dove i margini degli agricoltori sono limitati per compensare perdite e sostenere il proprio reddito” – spiega la presidente regionale di Coldiretti, Letizia Cesani -. “La legge sulla multifunzionalità, voluta dalla nostra associazione, e che quest’anno festeggia 25 anni, ha messo nelle condizioni le imprese agricole di valorizzare economicamente ogni aspetto di questo frutto: gastronomico con la cucina degli agriturismi, culturale e storico attraverso sagre e eventi, fino alla dimensione ambientale con percorsi e trekking all’aperto e a quella del benessere con l’agri wellness. E’ un settore che ha davanti sfide gigantesche e ha bisogno di essere incoraggiato e sostenuto a partire dal contrasto degli effetti dei cambiamenti climatici e dal ricambio generazionale”.

Il rischio delle castagne straniere

Coldiretti Toscana chiede di intensificare i controlli sull’origine delle castagne commercializzate in Italia, per evitare che prodotti stranieri vengano presentati come italiani sugli scaffali o nei punti vendita. L’associazione suggerisce ai consumatori di acquistare nei mercatini di Campagna Amica, negli agriturismi, alle sagre e feste di paese, oppure di rivolgersi direttamente alle imprese agricole. In alternativa, propone il “fai da te” casalingo come soluzione per garantirsi un prodotto fresco, sicuro e a costi accessibili, evitando il rischio di acquistare caldarroste straniere a caro prezzo.


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