Maltempo, il Crati rompe gli argini. I danni della piena
La piena del fiume Crati ha investito con violenza Corigliano- Rossano e Cassano nel tardo pomeriggio di ieri – venerdì 13 febbraio 2026 – rompendo gli argini in tre diversi punti. Il sindaco Stasi: «C’è rabbia e stanchezza». Allagati gli scavi di Sibari. Il sindaco di Cassano allo Ionio, Gianpalo Iacobini: «È il mio cuore il paese più straziato…».
L’attesa e temuta piena del fiume Crati ha investito con violenza Corigliano- Rossano e Cassano nel tardo pomeriggio di ieri – venerdì 13 febbraio 2026 – rompendo gli argini in tre diversi punti. Sono almeno tre i punti in cui l’argine destro è crollato, uno poco più sopra della ferrovia, due a valle della SS106.
CRATI IN PIENA, LO SFOGO DI STASI: «BASTA IPOCRISIE I FONDI C’ERANO»
Dura la reazione del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che attraverso i propri canali social non ha nascosto la rabbia per una tragedia definita “annunciata”:
«C’è rabbia oltre che stanchezza. La furia della piena ha rotto un argine che avrebbe già dovuto essere messo in sicurezza. Ci sono i soldi fermi da anni proprio per questi tratti, lo abbiamo chiesto ripetutamente ma non è cambiato nulla. È inaccettabile che dopo otto anni dall’ultimo evento siamo qui a contare i danni negli stessi luoghi e con le stesse dinamiche».
«Sono almeno tre i punti in cui l’argine destro è crollato, uno poco più sopra della ferrovia, due a valle della SS106, invadendo case, terreni, aziende, progetti. Intorno alle 17 avevo dato l’ordine di evacuazione su contrada Foggia, Thurio e Ministalla: all’arrivo dell’acqua dunque molti erano già fuori dalle abitazioni, mentre altri sono stati raggiunti grazie a Comune, Protezione Civile, Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco».
«Stiamo lavorando per rallentare, fermare, mitigare, senza sosta, ma c’è gente che per la seconda volta in pochi anni ha perso tutto, che aspetta di poter tornare in casa per capire quali mobili deve buttare, che aspetta di raggiungere i campi e gli animali con la speranza di trovare ancora qualcosa. Spero almeno che stavolta questa gente, almeno, venga tenuta in considerazione e gli venga data la possibilità di ripartire, perché l’ultima volta hanno dovuto rifare tutto da soli».
LE SITUAZIONI CRITICHE
Sul lato sud, la situazione più critica si registra nelle contrade Thurio, Ministalla e soprattutto Foggia. Qui l’acqua ha invaso abitazioni, stalle e terreni agricoli con una rapidità impressionante. Non si registrano vittime, grazie anche all’ordine di evacuazione precauzionale firmato dal sindaco già nel pomeriggio di ieri, ma i danni sono incalcolabili: colture distrutte e numerosi capi di bestiame morti nelle aziende zootecniche della zona.
Determinante nel limitare il disastro è stata l’azione preventiva partita ieri mattina, venerdì 13 febbraio 2026, con il rinforzo in somma urgenza di alcuni tratti d’argine appena a valle della confluenza con il Coscile. Tuttavia, la furia del fiume – che ha superato i 5,5 metri di altezza – ha aperto tre brecce fatali.
PIENA CRATI, LA SITUAZIONE A CASSANO ALLO IONIO
«È il mio cuore il paese più straziato». Questo il messaggio del sindaco di Cassano allo Ionio, Gianpaolo Iacobini, postato sui suoi profili social, accompagnato dalla foto del piazzale della Chiesa di San Raffaele Arcangelo completamente sommerso dall’acqua.

Sul lato nord, nel comune di Cassano Jonio, il quadro appare persino più complesso. Il fiume ha attraversato interamente le contrade Lattughelle e Piano Scafo, arrivando a sommergere l’intera area archeologica di Sibari, dove si registrano quasi due metri d’acqua. Invaso anche il villaggio turistico dei Laghi di Sibari, con le strade trasformate in canali navigabili.
All’alba di oggi, sabato 14 febbraio 2026, i Vigili del Fuoco dei distaccamenti di Corigliano-Rossano e Crotone, insieme ai nuclei fluviali, erano ancora impegnati nel recupero di residenti rimasti bloccati. Fondamentale l’apporto dei cantieri nautici locali, che hanno messo a disposizione imbarcazioni per raggiungere le case isolate.
LA CONTA DEI DANNI
Sul campo attivi sono i sindaci di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi e Gianpaolo Iacobini di Cassano Jonio allo Ionio. In azione le Protezioni Civili locali e regionali, supportate dalla colonna dei volontari dell’associazione Federico II di Svevia di Roseto Capo Spulico e da squadre lucane dotate di quattro idrovore e moduli TSK.
Mentre il livello dell’acqua inizia ora a scendere lentamente, per la Sibaritide inizia la fase più dura: quella del fango e della conta dei danni. Resta l’amaro in bocca per una messa in sicurezza del territorio che, nonostante i proclami e i finanziamenti stanziati, continua a restare un miraggio.
LEGGI ANCHE: Allarme Crati, a Corigliano Rossano e Cassano evacuate centinaia di famiglie
Source link



