Molise

Madre e figlia morte per intossicazione, sentiti 30 testimoni. Risultati delle analisi attesi a giorni | isNews

Un’inchiesta a tutto campo, quella condotta dalla Squadra Mobile per accertare le cause del decesso di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e Sara Di Vita, 15 anni. Gli esami tossicologici e sugli alimenti sequestrati dovranno incrociarsi con gli esiti delle autopsie


CAMPOBASSO. Madre e figlia morte per una tossinfezione letale, sono una trentina le persone sentite come testimoni, sia in ambito sanitario che in ambito familiare e tra le conoscenze della famiglia Di Vita, a Pietracatella.

A poco più di due settimane dalla morte di Sara Di Vita, 15 anni e di Antonella Di Ielsi, 50 anni, continua l’indagine condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Procura di Campobasso, che ha iscritto sul registro degli indagati cinque medici, tre del Pronto soccorso e due della Guardia medica.

L’inchiesta, che non esclude nessuna ipotesi, è mirata ad accertare se tutto, in ambito sanitario, è stato svolto secondo il protocollo medico e le ‘best practice’ di cui hanno parlato i vertici dell’Asrem, anche in relazione agli accessi in Pronto soccorso e alle dimissioni avvenute prima dell’ultimo ricovero e della morte delle due donne, che in ospedale sono arrivate con sintomi gastrointestinali. In particolare il vomito.

Per tre volte la giovane Sara è andata al Pronto soccorso, l’ultima volta in condizioni gravissime, così ha detto più volte il padre della ragazza, Gianni Di Vita, che dopo le sue dimissioni dall’ospedale ‘Spallanzani’ di Roma è stato sentito in Questura dagli inquirenti. Una testimonianza della quale il capo della Mobile Marco Graziano ha riferito poi in Procura.

Intanto, da fonti investigative si apprende che i risultati delle analisi svolte sugli alimenti e sui preparati sequestrati in casa della famiglia Di Vita, spediti all’Istituto zooprofilattico di Abruzzo e Molise e sui campioni di sangue di madre e figlia, inviati al Centro antiveleni e tossicologico ‘Maugeri’ di Pavia, sono “attesi a giorni”.

Risultati che dovranno essere incrociati con gli esiti delle autopsie svolte sul corpo delle due donne. Esclusi il botulino, i funghi velenosi, ma anche l’epatite fulminante e il veleno per topi, bisognerà capire cosa ha provocato il decesso delle due donne, avvenuto a poche ore di distanza l’una dall’altra, il 27 e il 28 dicembre. Dopo l’intossicazione che, con tutta probabilità, è avvenuta il 23 dicembre.


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