Basilicata

Maddaloni si ferma per l’addio alla cestista 15enne: I funerali di Sofia Di Vico

Ai funerali di Sofia Di Vico, la cittadinanza di Maddaloni ha salutato la 15enne con palloni da basket e palloncini bianchi. Proseguono le indagini della Procura per accertare eventuali contaminazioni fatali.


MADDALONI (CASERTA) – Il rumore sordo dei palloni da basket che rimbalzano sul selciato, ritmato come un battito cardiaco, ha accolto l’uscita del feretro di Sofia Di Vico. Le amiche di sempre, le compagne che con lei dividevano il sogno della palla a spicchi, hanno scelto di salutarla così, sul sagrato della chiesa dell’Annunziata, trasformando il dolore in un ultimo, simbolico gesto atletico. Maddaloni si è fermata oggi, 6 aprile 2026, per l’estremo saluto alla quindicenne morta tragicamente la scorsa settimana a Ostia, vittima di quello che le prime indagini indicano come uno shock anafilattico fulmineo.

AI FUNERALI DI SOFIA, LA CHIESA DI MADDALONI GHERMITA DI BIANCO E SPERANZA

Le navate dell’Annunziata non sono bastate a contenere la folla. In prima fila, distrutti dal dolore, il papà, la mamma e i nonni. Intorno a loro, un oceano di coetanei: i compagni del Liceo Cortese e gli atleti dell’Unio Basket. Molti indossavano una t-shirt bianca con la scritta “Ciao boss” e il numero 30, quello che Sofia portava orgogliosamente sulla maglia da gioco. Dall’altare, le testimonianze delle amiche hanno tratteggiato il profilo di una ragazza “speciale”, capace di mettere lealtà e impegno in ogni sfida. “Ora dobbiamo vivere anche per te”, ha promesso una compagna tra le lacrime, ricordando i progetti per il futuro spezzati in una sera di aprile.

Il rito funebre è stato presieduto dal Vescovo di Caserta e Capua, monsignor Pietro Lagnese. «Questo è un momento di grande dolore, ma siamo chiamati a guardare con gli occhi della fede», ha dichiarato durante l’omelia. «È morta nei giorni della Pasqua: Sofia resta con noi». All’uscita, il feretro è stato accompagnato da un lungo applauso, dal lancio di palloncini bianchi e da quel palleggio collettivo che ha commosso l’intera cittadinanza.

L’INCHIESTA: SI INDAGA SULLE CONTAMINAZIONI

Mentre Maddaloni piange, la Procura prosegue il lavoro per accertare le responsabilità. Il fascicolo aperto è per omicidio colposo. Gli inquirenti si stanno concentrando sulla cena consumata giovedì scorso nel ristorante del camping di Ostia. Si vuole accertare se nelle uova strapazzate o nei fagiolini consumati da Sofia fossero presenti tracce di latte o formaggio. Pare che il locale fosse stato informato della grave allergia alle proteine del latte di cui soffriva la ragazza. La cucina è stata posta sotto analisi per verificare eventuali contaminazioni crociate durante la preparazione dei pasti.


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