Ma era bello il calcio di Mazzola o è brutto il nostro? Ripartono Milan e Juve, cade il Como

Una volta gli idoli erano Zoff, Platini, Scirea, Zidane. Una bella differenza. E meno male che nella Roma c’è uno come Dybala che un suo carisma, nonostante la fragilità, ce l’ha. E il Como, la grande start up che avanza? Fabregas sarà anche un allenatore, rampante ma insomma anche lui, come in questo turno con il Frosinone, si è preso la sua salutare bastonata. Il presidente è un indonesiano: nulla da dire sugli indonesiani, però Moratti e Berlusconi erano un’altra cosa.
Vero che la nostalgia fa perdere in lucidità. Bisogna stare attenti. Ma vogliamo parlare dei commentatori televisivi? Che gridano come indemoniati dopo 30 secondi al primo calcio angolo degli azzurri? I nomi li sapete, inutile inferire. Parlano di profondità, qualità, quantità, di gioco basso e gioco alto, di catene e braccini. Per seguirli ci vuole il dizionario italiano-calcese.
“Quello è bravo a stare tra linee”, dice uno. È una virtù quella di stare tra le linee? E i moduli? Ormai sembra che tutto dipenda solo dagli schemi. Vuoi mettere il 3-5-2? E il 4-3-3? Danno i numeri pensando di fare i professori.
E gli allenatori? Ma che lingua parlano? Antonio Conte, che svolazza da uno stadio altro in cerca di una nuova panchina, si esprime per misteriose allusioni come la Sibilla Cumana quando diceva “Andrai, tornerai e non morirai in guerra” Nessuno capiva un cavolo, ma almeno a dirlo era la Sibilla.
E i soldi buttati dalla finestra ? Ramos, il nuovo centravanti del Milan, vale 75 milioni. Ma allora Van Basten e Shevchenko quanto avrebbero dovuto costare? Infine per consolarci guardiamo la Nazionale che per tre volte viene respinta dai Mondiali per opera di Svezia, Macedonia del Nord e Bosnia. Sembra di essere su scherzi a parte. E quindi, per invertire la rotta, è stato eletto presidente Malagò (che non è tesserato Fgci) e ct Mancini, già scappato dalla panchina azzurra per i dollari arabi. Un bel attaccamento: più alla pecunia che alla bandiera. Qualcuno obietterà: questa è la realtà, bellezza, fattene una ragione. No, grazie, saremo nostalgici, ma si stava meglio quando si stava meglio
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