M5S toscano chiede ai comuni di escludere i terreni pubblici dalla caccia entro il 30 ottobre

Il M5S regionale toscano lancia un’iniziativa per limitare la caccia sui terreni pubblici. Il movimento ha elaborato una mozione urgente da portare nei consigli comunali della Toscana entro il 30 ottobre 2026, con l’obiettivo di impegnare sindaci e giunte a chiedere alla regione l’esclusione dalla caccia programmata dei terreni di proprietà pubblica.
Il testo si fonda sull’articolo 15 della legge nazionale 157 del 1992, che riconosce al proprietario o al conduttore di un fondo la facoltà di chiedere alla regione il divieto dell’esercizio venatorio, purché ricorrano le condizioni previste dalla legge. La mozione richiama anche recenti sentenze del Tar Abruzzo e del Consiglio di stato, che hanno riaffermato la prevalenza della normativa statale rispetto alle disposizioni regionali più restrittive — tra cui quella toscana, che subordina l’esclusione dalla caccia a una soglia minima di 200 ettari — e la possibilità di avanzare la richiesta anche per ragioni etiche, ambientali e sociali. Le stesse pronunce, secondo quanto riportato nell’atto, impongono che un eventuale diniego regionale sia sostenuto da motivazioni specifiche e da un effettivo contrasto con la pianificazione faunistico-venatoria.
La posizione dei consiglieri regionali
«È un atto squisitamente politico: chiediamo ai comuni di esporsi e di compiere un atto chiaro contro la caccia sui terreni che appartengono alla collettività – spiegano i consiglieri regionali Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti – sappiamo che le istanze potranno incontrare ostacoli e resistenze, ma proprio per questo è importante che parta dalla Toscana un segnale netto. Vogliamo contrastare la cultura dello “sparatutto” che continua a pretendere spazi sempre più ampi e riaffermare il diritto delle comunità locali a scegliere, anche per ragioni etiche, di sottrarre una parte del proprio territorio all’attività venatoria. Le lobby della caccia non possono considerare il territorio una propria disponibilità permanente, né comprimere la libertà di chi ritiene che un terreno pubblico debba essere destinato alla tutela, alla fruizione e alla vita».
I due consiglieri aggiungono: «Mettiamo a disposizione dei comuni uno strumento immediatamente utilizzabile e chiediamo a sindaci e ai consigli comunali di usarlo e di farlo con coraggio, soprattutto dove i terreni pubblici sono frequentati da cittadini, famiglie, escursionisti e turisti. Ogni mozione approvata, ogni istanza presentata alla regione, contribuirà a costruire dal basso una pressione politica contro l’estensione della caccia e a riportare al centro il principio per cui sui beni pubblici la priorità deve essere l’interesse della comunità».
A chiudere è il coordinatore regionale del M5S Tommaso Pierazzi: «La mozione punta a rafforzare la tutela della fauna selvatica e della biodiversità, che resta una responsabilità primaria delle istituzioni – conclude – un impegno ancora più urgente mentre, a livello nazionale, il M5S denuncia l’indebolimento delle garanzie ambientali e una revisione della legge 157/92 orientata ad ampliare gli spazi della caccia».
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