Lungo i sentieri di Formentera e Ibiza in cerca dall’anima rurale
La collezione è concepita per essere dinamica: curata dalla britannica Katrina Phillips, anima del celebre negozio 99 Portobello Road, il programma artistico si evolve nel tempo, con un costante rinnovamento delle opere e l’introduzione di nuovi artisti, puntando in particolare a valorizzare talenti contemporanei ed emergenti, con una forte attenzione alle artiste, le cui opere traggono ispirazione dalla natura, dall’artigianato e dal ricco patrimonio culturale di Formentera. Le opere utilizzano materiali naturali e trovati insieme a tecniche artigianali locali come la tessitura e la ceramica per creare legami profondi tra il patrimonio fisico dell’isola – pesca, agricoltura, raccolta – e il suo elemento esoterico – i punk, poeti e pirati che sono arrivati sulle coste di Formentera. Teranka vanta anche una biblioteca curata con grande attenzione e che riflette molti dei temi che ispirano l’hotel, come il mare, la natura, la mitologia dell’isola. La raccolta comprende libri sulla vita marina, sulla flora e la fauna locali, nonché opere di letteratura di viaggio e di argomento marittimo, accanto a titoli pensati per stimolare la curiosità e la conversazione tra ospiti di ogni età. Più che una tradizionale biblioteca d’albergo, questo spazio è concepito come un luogo di scoperta e di condivisione, dove i libri sono a disposizione degli ospiti per accompagnarli durante il soggiorno. Si scoprono libri che raccontano leggende e la storia dell’isola quando era falcidiata dalle incursioni dei pirati.
Verso Ibiza
E poi c’è il mare. Tra dune sabbiose e scogliere si sviluppa il Camí de s’Estany, all’interno del Parco Naturale di Ses Salines, zona di speciale interesse naturale che costeggia S’Estany Pudent, Sant Francesc Xavier, Es Pujols e La Sabina. Quel gigantesco specchio d’acqua al largo del Parco Naturale di Ses Salines che segna il confine tra Formentera e Ibiza, la maggiore delle isole Pitiuse, cela un tesoro: la più grande e antica prateria di Poseidonia, Patrimonio Unesco dal 1999.
Le praterie producono ossigeno e assorbono anidride carbonica, contribuiscono a contrastare l’erosione delle coste con la formazione delle banquette, create dallo spiaggiamento delle foglie morte a seguito delle mareggiate. Save Posidonia Project nasce dalla volontà del Consell Insular Formentera di promuovere il turismo sostenibile e varare un piano d’azione per raccogliere fondi destinati alla conservazione oceanica della posidonia. L’obiettivo è sensibilizzare sull’importanza vitale di questi prati subacquei, sponsorizzando ciascuno dei 7.600 ettari di posidonia che circondano l’isola. A sostegno di questo è fatto divieto assoluto di ormeggio delle imbarcazioni in molte aree e, dove consentito, lo è solo tramite boe che non intaccano il fondale marino.
Per arrivare a Formentera è d’obbligo passare da Ibiza dove, lontano dal clamore delle feste e delle notti in discoteca, ci sono luoghi anch’essi fatti di meravigliose calette solitarie, terrazze di carrubi, boschi profumati, vecchie strade di campagna che sembrano perdersi nel tempo e villaggi imbiancati che conservano la loro essenza. L’Isla blanca, scoperta nel 654 a.C. dai Fenici, che la chiamarono “Ibossim”, era un porto importante nel bel mezzo del Mediterraneo. I Romani e i Greci furono conquistati dalle produzioni vinicole, dai giacimenti di marmo e piombo, dalle folte pinete locali. Ecco perché non si può trascurare Dalt Vila, centro storico del capoluogo Eivissa, uno dei complessi murati più impressionanti del Mediterraneo, testimonianza di oltre 2.500 anni di storia e anch’esso patrimonio Unesco. Questa acropoli, protetta dalle mura rinascimentali del XVI secolo, conserva un’eredità fenicia, romana, araba e catalana. Sette gli imponenti bastioni, come quelli di Sant Pere e Sant Jaume che si affacciano sul mare e sul porto, mentre all’interno di rilevante interesse sono la Cattedrale di Santa María de las Nieves e la Casa de la Curia, che ospita il Centro di Interpretazione di Madina Yabisa, spazio culturale che evoca il periodo della dominazione islamica. Da non perdere anche il Museo d’Arte Contemporanea che per un piccolo centro merita una segnalazione per le numerose opere di autori di rilevanza internazionale.
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